Il tribunale fa scuola.

Un processo simulato per far scuola di prevenzione ed educare alla legalità. Nella mattinata di ieri gli studenti di quinta dell'istituto Pinchetti di Tirano, degli istituti sondriesi 'Mattei” e “De Simoni”, si sono dati appuntamento in una vera aula di tribunale ed hanno potuto sperimentare da attori, sotto la supervisione di giudici togati e magistrati, grazie a un processo simulato, quelli che sono gli effetti spesso irreparabili della guida in stato di ebbrezza, fra i maggiori fattori di rischio nel provocare incidenti. Uno strumento educativo di alta valenza formativa per aiutare le giovani generazioni a riconoscere e prevenire i comportamenti devianti e fuori legge, come, ad esempio, il mancato rispetto del codice della strada, e a riflettere sulle conseguenze penali, ma anche i danni morali, della propria condotta. L'iniziativa, denominata “La scuola in tribunale” ed egregiamente coordinata dall'insegnante Bruno Di Giacomo Russo, è stata promossa da Tribunale, prefettura, Procura, Polizia Stradale, ordine degli avvocati, ufficio scolastico territoriale. Presente il Prefetto Paola Spena e Claudio Gittardi, procuratore Capo Repubblica Sondrio. Attenti e partecipi gli studenti, circa una 50ina, hanno dimostrato maturità nell'ascolto. In aula a presiedere la simulazione del processo il giudice Francesca Roncarolo. Per l'accusa il pubblico Ministero Stefano Latorre, mentre nel finto ruolo di imputato Enea Menesatti, del De Simoni.
 

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