PFM. A Sondrio tutta un’altra musica.

Quando parliamo di PFM, acronimo di Premiata Forneria Marconi, parliamo nel concreto di un tassello importante di quell’articolato mosaico che è la musica italiana.

Un gruppo in continua evoluzione, quarantotto anni di storia vissuti nella totale mancanza di staticità perché il progressive Rock, quello che fa scuola nel mondo, è propriamente il loro. Nel 1972 l’uscita di due album che ci mettono poco ad entrare nella leggenda: “Storia di un minuto” e “Per un amico”: chi non ha a mente il giro di moog, il primo mai sbarcato in Italia, della mirabolante “Celebration” o le atmosfere brumose di “Impressioni di settembre”?

Ecco, questo e molto altro sono i PFM, lo scorso sabato in concerto sulla ribalta del Teatro Sociale di Sondrio per le battute finali di un fitto tour estivo.

Da “La carrozza di Hans” a “Photos of ghost”, con “La luna nuova” e fino a “Un giudice” e “Il pescatore”, capitoli dell’esperienza nodale della PFM con il poeta in musica, Fabrizio De Andrè: un connubio magico e dalla dinamica inaspettata, il loro. E ancora “Il Regno”, e le inossidabili “Impressioni di settembre” e “Celebration”, per una serata contraddistinta da un repertorio monumentale e dalle mille espressioni per la formazione impegnata, nell’attuale, oltre che con il tour dell’ultimo album, dal titolo “TVB”, anche con la tournee “PFM canta De Andrè”.

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