OSPEDALE MORELLI, GIULIANO PRADELLA BACCHETTA I SINDACI DELL’ALTA VALLE

Per il referente scientifico del Comutato Pro Morelli Giuliano Pradella
non è possibile alcuna “formula intermedia” per il “Morelli”: i Sindaci dell’Alta Valle - dice - su una strada che rischia di essere “ fallimentare ”.
​Di seguito il suo intervento
La recente lettera dei Sindaci dell’Alta Valle alla Regione Lombardia, in merito all’Ospedale “Morelli”, ha un contenuto per nulla chiaro.
​Si continua a non capire il significato del “ripristino per sei mesi delle alte specialità al Morelli”.
​Non si riesce a capire inoltre cosa sia il Centro Trauma di Zona.
​Va chiarito altresì in cosa consista la “ratifica della proposta” senza aver approfondito nelle sedi opportune, cioè quelle tecniche, gli elementi di fattibilità, presentandosi l’operazione piuttosto complessa.
​Altro argomento accennato non differibile consiste nella “valutazione di forme gestionali alternative”, la cui definizione è urgente ed ha come presupposto la disponibilità della Regione Lombardia ad autorizzare un nuovo assetto.
​Opportuna, anche se tardiva, l’insistenza nell’utilizzo del VI° padiglione, che deve tuttavia avvenire con un allestimento integrale e non con una semplice espansione dell’attuale attività in modo da liberare il Presidio generale.
​Tale proposta era già contenuta nel documento “Ricostituzione del presidio per acuti con dipartimento di emergenza/ urgenza e alte specialità chirurgiche e riabilitative” del maggio scorso, elaborato dal sottoscritto e dal Gruppo medico scientifico del Comitato.
​Tale documento costituisce una base inderogabile, non essendo praticabili soluzioni alternative o intermedie, in quanto contiene non solo tutti gli elementi fondamentali della ricostituzione con le adeguate motivazioni ma anche le esigenze dettagliate relative alle singole unità operative nonchè all’organizzazione dipartimentale.
​Su tale documento i Sindaci dell’Alta Valle dovrebbero riflettere prima di accettare soluzioni non sostenibili.
​Il reintegro delle tre alte specialità al “Morelli” (neurochirurgia, chirurgia toracica e vascolare) non è più sufficiente per la tenuta del Presidio ospedaliero di Sondalo, in quanto il depotenziamento, che continua ogni giorno, è andato ben oltre in questi mesi.
​Si verifica infatti un continuo rimaneggiamento delle attività fra l’ospedale di Sondrio ed il “Morelli”, costantemente a danno di quest’ultimo.
​Pertanto solo una approfondita valutazione tecnica permette di definire la ricostituzione.
​Ho seri dubbi che i Sindaci siano in grado, senza una componente tecnica adeguata, di portare avanti trattative così complesse, specie considerando che dietro la controparte politica stanno tecnici regionali e locali ostinati sui loro propositi.
​I Sindaci dell’Alta Valle fruiscono di una nuova collaborazione tecnica dopo l’esclusione, di fatto, dei Comitati scientifico e giuridico “pro Morelli” ?
​Lo dichiarino! Dopo tutto, la questione è pubblica ed esige trasparenza.
​Comitati che (credo peraltro) abbiano lavorato molto e con grande competenza in questi mesi.
​Ho l’impressione che questa lettera abbia solo il significato e la finalità di una vaga rassicurazione perché di quelle che vengono definite “fitte interlocuzioni intraprese” non vi è alcuna traccia.
​Sulla stampa locale si è letto un commento riguardante la lettera dei Sindaci dell’Alta Valle.
​La Sindaca di Sondalo, Ilaria Peraldini, definisce l’ipotesi di trasferimento delle tre alte specialità e l’apertura del semestre per il confronto con la Regione Lombardia “proposte ragionevoli, sempre meglio di vedere attuato il Piano del Politecnico. E questo non è un accordo al ribasso ”.
​Tale affermazione è in netta controtendenza rispetto alla linea tenuta, fino a poche settimane fa, dai Sindaci e dal “Comitato pro Morelli” sulla base del sopraccitato documento e che hanno portato gli stessi Sindaci dell’Alta Valle a disertare i vari tavoli provinciali, nei quali si spingeva appunto verso un compromesso a danno del “Morelli”.
​Spiace che il lavoro di quasi un anno venga sconfessato.
​Il “Morelli” deve essere reintegrato nella sua totalità: “o è tutto o è niente”, come ha sempre sostenuto l’avv. Trabucchi, il quale, sin dal giugno scorso (e tra i primi), ha denunciato pubblicamente, e con forza, il disegno di Regione Lombardia di approfittare della situazione Covid per smantellare definitivamente il “Morelli”.
​Insomma, per il “Morelli” ogni formula intermedia si rivelerà fallimentare: è e sarà impensabile infatti mantenere attività specialistiche per acuti e riabilitative in un Presidio con le caratteristiche di un ospedale di zona.
Sondrio, 28 ottobre 2020​​​​​​
Dott. Giuliano Pradella  

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