Maltratta il figlio della compagna, arrestato

Maltrattamenti, ripetuti, nei confronti del figlio di sette anni, della propria compagna. E’ l’accusa con la quale, unitamente a quella di lesioni aggravate e di calunnia aggravata, è stato arrestato e tradotto in carcere, ieri, un 24enne valtellinese, con precedenti per reati contro il patrimonio e spaccio di droga. Sarebbe lui l'autore delle lesioni inferte al bambino, residente nel tiranese, portato in Pronto Soccorso, a Sondrio, alle 23.30 di mercoledì 16 ottobre, a causa dei numerosi ematomi che presentava. Lesioni definite impressionanti dallo stesso Procuratore della Repubblica di Sondrio, Claudio Gittardi, che ha convocato, oggi, una conferenza stampa alla presenza di Angelo Re, Questore di Sondrio, e di Claudio Bartelli, capo della Squadra Mobile, la cui sezione specializzata in reati contro le donne e i minori ha condotto le indagini, unitamente al Commissariato di Tirano e agli agenti dell'Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della Questura. Per il coordinamento di Elvira Antonelli, sostituto procuratore, la cui particolare sensibilità è stata fondamentale nell'assicurarsi la fiducia e la collaborazione del piccolo inizialmente spaventato e minacciato dal convivente della madre di ulteriori conseguenze se avesse raccontato la verità. Inizialmente, infatti, l'uomo, che aveva accompagnato il piccolo e sua madre in Pronto Soccorso, aveva cercato in tutti i modi di depistare le indagini.
Calci, pugni, schiaffi, graffi, quelli inflittigli non riconducibili, per intensità, a quelli che avrebbe potuto infliggere un coetaneo della vittima.
Si era, persino, pensato ad una caduta dalla minimoto che il bambino aveva a casa, possibilità, anche questa, rappresentata dal 24enne finito in carcere, ma, anche qui, le indagini effettuato hanno avuto riscontro totalmente negativo. La conferma nella seconda audizione del piccolo, successiva alle confidenze da lui stesso fatte ad altre persone e alla mamma.
Fino a martedì scorso il piccolo è rimasto ricoverato in ospedale, ora è tornato a casa con la mamma. E nel giro di pochi giorni la macchina investigativa ha chiuso il cerchio attorno a questo triste episodio, risultato frutto anche del rete tessuta a livello provinciale in tema di violenza di genere e sui minori. Giovedì l'interrogatorio di garanzia del 24enne.

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