Il Mediterraneo approda a Chiavenna

A parlare è una chiavennasca doc, Marina Buzzetti, 35 anni, di San Giacomo Filippo, infermiera, che ha operato nel Mediterraneo, su navi di Organizzazioni non governative come Save the Children e Open Arms, fra il 2016 e il 2017, per, poi, tornarvi lo scorso anno, un mese, in estate. Al folto pubblico riunitosi, venerdì scorso, nella sala Creval della città del Mera, per l’organizzazione del gruppo “restiamoumanivalchiavenna.com”, Marina ha testimoniato la sua esperienza. Un mix di sensazioni estreme, suffragate da immagini e report, che hanno colpito fortemente i presenti.
Il bene e il male, come parti, è noto, di un’unica narrazione, quella della vita che dà e che toglie, che toglie e che dà, e che in mare, in quelle acque internazionali divenute terra di nessuno, si traduce, ora, sempre più, in tragedia. Come quella documentata in un filmato prodotto da Save the Children a testimonianza del naufragio del 15 ottobre dello scorso anno.
Moltissimi gli interrogativi sorti in sala e forte la volontà di poter fare qualcosa di concreto per favorire accoglienza e integrazione. Per questo è sorto il gruppo restiamoumanivalchiavenna.com che, unitamente ai sodalizi sorti a Sondrio e Menaggio opera in questa direzione. Come altri, in primis la Caritas Valchiavenna ha all’attivo un’esperienza di integrazione riuscita di tre giovani di Gambia e Mali.

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