“Uncem Lombardia favorevole all’iniziativa del Ministero dei Beni Culturali per la riqualificazione dei borghi rurali” – 29 marzo 2021

 La riqualificazione e la valorizzazione dei piccoli borghi rurali e montani è una delle priorità di UNCEM. Tiziano Maffezzini, presidente della delegazione regionale lombarda, accoglie quindi con grande interesse l’iniziativa del Governo e del Ministero dei Beni Culturali volta all’inserimento, tra le azioni del Next Generation Italia, di un sostegno ai borghi rurali: un miliardo per i cammini storici e 650 milioni di euro per l’edilizia rurale.
<In Lombardia sono moltissimi i piccoli borghi rurali, per i quali, ricevere sostegno da un piano di ricostruzione dell’Italia, vuol dire investire con una strategia per superare le sperequazioni territoriali, che non sono nel Paese solo “nord-sud”, ma anche “territori urbani-territori rurali e montani” – commenta Tiziano Maffezzini, presidente di Uncem Lombardia - Ridurre queste sperequazioni è indispensabile per ridurre le disuguaglianze, che la pandemia ha accresciuto, nel quadro della lotta ai cambiamenti climatici che è fondamentale anche nei territori montani. Siamo territori in transizione, che devono crescere in un nuovo patto tra zone rurali, montane, interne e urbane, in una transizione ecologica e digitale>.
Per vincere la sfida del Recovery Fund, occasione d’oro per l’Italia, è necessario intrecciare interventi per un futuro più green, oltre al superamento dell’emergenza economica prodotta dalla pandemia, ma anche della crisi economica che il paese vive da ormai 10 anni.
<Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha scelto, per il suo governo, l’istituzione di un Ministero per la Transizione ecologica – chiosa Maffezzini - Le Montagne sono aree per eccellenza della “transizione ecologica”, che unisce Comunità, imprese, terzo settore, Accademia, nello sforzo di essere più forti e uniti, con visione e risorse che rigenerano. Investire sui territori significa ricomporre storiche fratture, ridurre polarizzazioni, continuare a mettere in testa le politiche nazionali per i territori montani, le aree interne, gli Enti locali. Tante famiglie, dopo il lock-down, hanno scelto di lasciare la vita di città a favore di paesi più “a misura d’uomo”. Se incentiveremo questa tendenza, avremo vinto anche la sfida ecologica: le nuove generazioni preferiscono l’elettrico al diesel, la tecnologia a favore dell’ambiente. Con i fondi del Recovery dobbiamo andare in questa direzione. Avremo, da un lato un miglioramento della qualità della vita di tutti e dall’altro un rifiorire dei piccoli e magnifici borghi che costellano le montagne, il luogo che, più di tutti, offre una vita a contatto con la natura>. 

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