Mobilitazione contro la legge di bilancio, sindacati a Roma da Sondrio

Partiranno anche cinque pulmann da Sondrio in direzione Roma, venerdì sera, 8 febbraio, per partecipare alla giornata di mobilitazione nazionale del giorno successivo, indetta dai sindacati confederali, contro la legge di bilancio 2019.
Sigle sindacali unite come mai da vent’anni a questa parte, hanno sottolineato all’unisono, Guglielmo Zamboni, Davide Fumagalli e Vittorio Giumelli, segretari generali provinciali di Cgil, Cisl e Uil, durante la conferenza stampa di questa mattina a Sondrio, per dire sostenere le proposte unitarie contenute nella piattaforma sottoposta ai lavoratori e per cambiare le scelte dell’esecutivo e aprire un confronto serio e di merito sulle politiche del lavoro, le pensioni, il fisco, il pacchetto dignità, e lo sviluppo infrastrutturale a livello nazionale, il solo, secondo le parti sindacali, capace di rilanciare lo sviluppo di un’economia stagnante.
“Parliamo di 21 miliardi di investimenti bloccati lo scorso anno ed altri 10 negli anni precedenti – ha ricordato Davide Fumagalli – per un corrispettivo di più di 400mila posti di lavoro persi”. Secondo i sindacati, infatti, è del tutto fuorviante parlare di inserimenti lavorativi attraverso misure come il reddito di cittadinanza se, prima, non ci si occupa della creazione dei posti di lavoro.
Specchietto per le allodolo, per Giumelli, ma anche per i colleghi sindacalisti il rimando alla quota 100 delle pensioni che sta convogliando presso i patronati frotte di lavoratori che, in realtà, non potranno beneficiarne.
Così come non esenti da contestazioni sono i benefici fiscali introdotti dalla legge di stabilità, dato che i sindacalisti stigmatizzano la sperequazione esistente fra trattamento dei redditi dei lavoratori dipendenti e pensionati e gli autonomi per effetto della flat tax con un’aliquota del 15% prevista da quest’ultima per i redditi fino a 65mila euro, quando i lavoratori dipendenti pagano il 41% sullo stesso ammontare.
Quindi, lavoratori e pensionati pronti ad opporsi al disegno governativo che, anche in provincia, non sta producendo benefici tangibili, né in campo occupazionale, né in ambito dei servizi pubblici. “Basti ricordare – ha detto Zamboni – il taglio del 30% dell’esborso sugli appalti di pulizia dei nostri ospedali!”.
 

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