Campodolcino ospita il re del basket, Dan Peterson

Dan Peterson, storico giocatore e allenatore di pallacanestro, ospite del “Blackcourth Basket Camp”, in corso questa settimana, per il quarto anno consecutivo, a Campodolcino, per l’organizzazione di Fabio Borghi, presidente del Cucciago Bulls. 130 i ragazzi e le ragazze iscritti, nati fra il 2002 e il 2011, appartenenti a molteplici società brianzole, fra cui il Cantù, il Cermenate, il Como, il Cadorago, il Meda.
Location che ragazzi e staff, formato da quindici persone in tutto, di cui sei allenatori alla guida degli altrettanti gruppi di atleti formati, stanno apprezzando, anche se le altissime temperature di questi giorni hanno un scombinato i loro piani. Le tre ore al mattino di allenamento sono assicurate, mentre le tre ore pomeridiane, in questi ultimi due giorni, hanno dovuto essere parzialmente sostituite da momenti di gioco lungo il torrente, a caccia di frescura.
Dall’organizzazione arriva il ringraziamento alle amministrazioni provinciale e comunale per il supporto garantito all’iniziativa, che si concluderà domani, sabato 29 giugno, con la premiazione di “Mister Camp 2019”, cioè dell’atleta che, durante la settimana, ha collezionato più punti durante le gare di tiro libero, di uno contro uno, piuttosto che uno contro tre. Molto apprezzato, dai ragazzi, e, ancor più, dagli allenatori, il contributo di Dan Peterson, icona del basket internazionale, statunitense trapiantato a Milano, che, ai nostri microfoni, non manca di dire la sua sul basket attuale. "Troppo statico, strategico e difensivo - ha detto -. Io ho nostalgia dei nostri tempi". Peterson è anche l’ideatore dei camp di basket in Italia.

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