Tirano in trionfo per il Giro

Tirano in festa per il passaggio del Giro d’Italia. Il transito dei professionisti delle due ruote intorno alle 15.30, nella città abduana, in discesa da Aprica. Poi il proseguio verso il traguardo volante di Mazzo Valtellina, e, quindi, l’ascesa del Mortirolo. Sono stati 21 fuggitivi a raggiungere per primi Tirano, seguiti cinque minuti più tardi dall’arrivo del gruppo maglia rosa. I ciclisti sono stati preceduti da numerose ammiraglie, una folla di gente ha accompagnato il transito dei corridori. È entrato nel vivo il Giro d’Italia con la sedicesima tappa partita da Lovere per arrivare fino a Ponte di Legno, con il mitico Mortirolo da scalare, ascesa terribile di 12 chilometri al 10.9% di media e massime al 18%. Doveva essere il tappone con il Passo Gavia, ma le condizioni metereologiche hanno spinto verso un cambiamento del tracciato, con l’aggiunta dell’Aprica e la cancellazione del Gavia. Inoltre, nel percorso inizialmente previsto sono state cancellate le località di Santa Caterina, Bormio, Sondalo, Grosio e Grosotto, sostituite da: Aprica, Villa di Tirano, Tirano, Lovero e Tovo Sant’Agata. Alla fine è venuta fuori una tappa d’altri tempi, con la pioggia e il freddo a fare da cornice. Tutti a caccia di Carabaz, l’ecuadoregno rivelazione di queste prime due settimane della Corsa Rosa. L’italiano, Vincenzo Nibali, acclamato e sostenuto al passaggio a Tirano e lo sloveno Primoz Roglic, i primi inseguitori in classifica, erano pronti a sferrare l’attacco e a rivoluzionare il Giro. È stato lo Squalo il grande protagonista della corsa, con uno scatto sotto la pioggia battente a 6 chilometri dalla vetta del Mortirolo. Inizialmente l’azzurro è riuscito a fare il vuoto guadagnando una quindicina di secondi su Carabaz e il gruppo dei migliori. Nibali, che ha dalla sua numerosi trionfi nei grandi Giri (quelli d’Italia del 2013 e 2016, Vuelta a Espana 2010, Tour de France 2014) ha insistito nell’azione, ma a 29 chilometri dal traguardo è stato ripreso dalla maglia rosa, Landa e Lopez, mentre Roglic ha accusato un ritardo di un minuto. Sul Mortirolo hanno scollinato per primi Ciccone e il ceco della Astana Hirt, seguiti da Caruso che ha fatto la discesa con calma per essere utile al suo capitano Nibali nel falsopiano finale. Ciccone dopo un duello a muso duro con Hirt, sul rettilineo finale è riuscito ad imporsi nettamente allo sprint, conquistando la vittoria più bella della sua giovane carriera. Dietro di loro in terza posizione Fausto Masnada, quarto posto per l’attesissimo Nibali, che ha regolato sul traguardo il plotoncino della maglia rosa. In classifica generale, Carapaz è rimasto al comando con il ciclista messinese che è passato al secondo posto superando Roglic, ora alle spalle di 22’’. I giochi, sulla strada per Verona, rimangono ancora aperti, con la sensazione che la sfida lanciata dallo Squalo sia appena cominciata.
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