In Tanzania la solidarietà antidoto al virus e alla fame.

Siamo a Nungwi, a nord dell’isola di Unguja, quella a noi conosciuta come Zanzibar, Tanzania.

E’ qui che Francesca ha fondato “Sister Island”, la ong che in un angolo di mondo noto per il turismo, qui ha scelto di fare del bene.

Ma com’è la situazione per quel che concerne l’emergenza Coronavirus sull’isola?

Fa ben sperare il fatto che sull’isola siano state impartite, e vengano rispettate, quelle norme che impongono il lavaggio scrupoloso delle mani ed il mantenimento delle distanze tra persone. Norme alle quali contribuisce l’operato della ong guidata da Francesca Micheli e Rossana Sareni.

Eh sì, perché anche qui, come nel resto del pianeta, il lockdown rappresenta un blocco pressocchè totale di quello che è l’indotto principale di Zanzibar, il turismo, sostentamento di tante famiglie. In uno stato africano, la Tanzania, nel quale gli indici di povertà sono davvero alti.

Ed è anche grazie alla distribuzione di mille chilogrammi di farina alle famiglie più bisognose dell’isola, messa in atto da “Sister Island” nei giorni scorsi, grazie al prezioso aiuto dei sostenitori della ong, che questi bambini possono guardare al futuro con un sorriso. Perché qui, oltre a quella del Covid-19, l’altra emergenza si chiama fame.

In tempi di crisi, tutti al mondo siamo più vicini, nonostante l’isolamento: ma tante isole fanno un arcipelago e a fare del bene, a volte, basta poco.

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