Scuola dell'infanzia di Verceia, partono i lavori

Questione di pochi giorni e i lavori di messa in sicurezza della scuola dell’infanzia di Verceia, teatro del crollo del controsoffitto avvenuto il 22 novembre scorso, potranno partire. Per concludersi entro la fine di gennaio, questo l’obiettivo, e permettere ai 35 bambini che ospitava di riappropriarsi dei loro spazi.
Spazi posti sotto sequestro dalla magistratura sondriese a seguito dello sfondellamento del soffitto, cioè del cedimento del solaio che aveva provocato il distacco di parte dell’intonaco esterno, piombato su alcuni banchi dell’aula nella quale si trovavano i piccoli. Due le bimbe, di 2 e 4 anni, ferite in modo lieve dato che alcuni pezzetti di calcinacci le avevano colpite di rimbalzo, provocando piccole lesioni al volto.
Nulla di grave, per fortuna, salvo il forte spavento, ben gestito dalle insegnanti che avevano subito assunto il controllo della situazione e ordinatamente condotto all’esterno e messo al sicuro tutti i bambini. Piccoli che, fino ad oggi, hanno proseguito le lezioni nella vicina scuola Elementare, mentre le indagini della magistratura hanno fatto il loro corso.
Alla vigilia di Natale la notizia del dissequestro della struttura, e questa mattina, il sopralluogo alla presenza dei tecnici comunali, dal quale non sono emersi elementi di criticità rispetto a potenziali ulteriori fenomeni di distacco. La messa in sicurezza interesserà l’aula oggetto del cedimento e tutti gli spazi che si trovano al di sotto del terrazzo, aree maggiormente soggette allo sbalzo termico che potrebbe essere una causa dell’accaduto.
“Il sopralluogo – assicura il sindaco, Flavio Oregioni – ci ha permesso di definire l’intervento. L’attenzione è stata, ovviamente, posta sull’aula oggetto della caduta, ma abbiamo deciso di estenderla anche ad altri spazi. E’ stato, quindi, deciso che i lavori interesseranno anche le due aule adiacenti , quelle, cioè, che hanno al piano superiore il terrazzo e che, dunque, soffrono di più lo sbalzo termico”.
Si sta valutando, invece, la possibilità che la cucina, posta sul lato opposto dell’immobile, possa già tornare a disposizione della cooperativa incaricata di preparare i pasti per la mensa, dato che gode di un accesso autonomo e si trova in un’ala non interessata da eventuali criticità.

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