Europee. In provincia prima la Lega.

 

Se non è un plebiscito, poco ci manca.
La provincia di Sondrio, al voto per la tornata delle elezioni europee di ieri, 26 maggio, ha scelto e lo ha fatto con una netta preferenza rivolta alla Lega.
La lista per Salvini Premier, intasca così un successo che in numeri si attesta al 53,39 per cento delle preferenze e 50.108 voti, staccando di circa 38 punti percentuali il secondo piazzato, quel Partito Democratico capeggiato in lista dall’ex sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, e che si guadagna quei 14.374 voti pari al 15,31 % delle preferenze. Più ampio, dunque, il divario tra i primi due piazzati rispetto ai dati nazionali: dati che, se lungo lo stivale, decretano il terzo gradino del podio assegnato al Movimento Cinque Stelle, vedono in provincia di Sondrio i Forzisti di Silvio Berlusconi cingersi della medaglia di bronzo, con il 9,78% dei voti, pari a 9.179 preferenze.
Per trovare i Pentastellati, dalle nostre parti, ci tocca scendere alla quarta posizione, dove il movimento arriva ad accaparrarsi il 6,16 per cento delle preferenze, equivalente a 5.782 voti. Un calo evidente rispetto al 12,41% ottenuto alle elezioni regionali 2018.
A seguire, poi, Fratelli d’Italia, + Europa, Europa Verde e La Sinistra, giù fino allo 0,16% di Autonomie per l’Europa.
Un totale di 97.939 votanti distribuiti lungo 199 sezioni, nelle quali si è recato ad esprimere il proprio suffragio il 59,9% degli aventi diritto. Lieve il calo della corsa alle urne rispetto alle elezioni del 2018, quando in provincia di Sondrio ad esprimersi fu il 61,7% dei votanti.
Nella città di Sondrio, 9.895 i votanti ai seggi su una quota di aventi diritto al voto pari a 18.072 persone.
Tra i settantasette comuni della provincia, il record per l’affluenza massima spetta a Piantedo, dove gli 888 votanti sul totale di 1.089 aventi diritto conferisce al comune della bassa valle la palma d’oro per la presenza alle urne.
A Civo, invece, la percentuale più bassa: qui, su un totale di 1.147 aventi diritto al voto, sono stati solo 430 ad esprimere le proprie preferenze.
Su scala regionale, dunque, un esito delle votazioni che rispecchia un successo leghista quasi totale sulle dodici province lombarde e dal quale è esente solo il capoluogo di provincia: a Milano a trionfare è il Partito Democratico, con un 35,97 % delle preferenze.

 

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