Gianfranco Plona. L’Aprica perde un pezzo del proprio cuore

 

E’ un virus maledetto, che sta strappando dal libro della memoria pagine importanti, costruite con impegno, dedizione ed inenarrabile fatica.
Una di queste è quella che ci parla di Gianfranco Plona, scomparso lo scorso fine di settimana presso l'ospedale di Sondalo.
Aveva ottantadue anni, Plona, grande maestro di sci, profondo conoscitore della montagna; era stato lui a disegnare tutti i sentieri delle zone montane di quel meraviglioso lembo alpino che si estende sul territorio dell’Aprica, ma non soltanto perché Gianfranco, che la montagna l’amava di un amore puro e intenso, si era spinto in tanti territori. Costituì il CAI ed il Soccorso Alpino dell'Aprica, e da presidente della locale sezione del Club Alpino Italiano fece costruire il rifugio Valtellina, tuttora in funzione. Fu artefice della rinascita del Baradello: devoto alla Vergine e personalità di grande spessore umano, ogni anno organizzava il pellegrinaggio a piedi verso Ardesio, nella Bergamasca.
Lo avevamo incontrato recentemente, durante la manifestazione sciistica "La luce dei Pionieri". E vogliamo ricordarlo così, sci ai piedi, assieme agli amici di una vita. Lui, un’altra pagina indelebile della storia di queste meravigliose montagne.
 

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