Sister Island. Da Aprica a Zanzibar, il lungo viaggio della solidarietà.

Un viaggio, e poi un’esperienza di lavoro che ti cambiano la vita.

Quella di Francesca Micheli, originaria di Aprica, è un’avventura che inizia sette anni fa e che la porta in Tanzania, a Zanzibar, per motivi legati alla propria professione, quella di manager di hotel. Dietro di lei, un trascorso lontano anni luce dalla realtà dell'Africa orientale. La vita in una metropoli patinata, come è quella di Milano.
Nasce così la scoperta di un mondo, quell’universo che abitualmente sfugge agli occhi dei turisti. Francesca inizia a far conoscere ai viaggiatori il vero volto di Zanzibar: le persone, la vita fatta di quotidianità, i volti dei bambini. Sullo sfondo, una natura incantevole e al contempo aspra.
Da lì, la creazione di una fondazione e poi la realizzazione di un sogno, reso concreto grazie alla collaborazione della propria socia, Susanna Sareni: la costruzione di un asilo, una struttura destinata ai piccoli abitanti di Nungwi, a nord dell’isola di Unguja. Un sogno che ha un nome: Sister Island.

Un operato, quello di Sister Island, rivolto ai piccoli abitanti di questa meravigliosa isola, nota soprattutto in ambito turistico ma che nasconde, nei suoi meandri, anche evidenti sacche di povertà.
Da qui, un’opera di sensibilizzazione e di scoperta, rivolta a coloro i quali sentano in loro, oltre al germe della curiosità nello scoprire, anche quello del dare, del tendere una mano. Le distanze non contano.
 

 

 

  

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