Muore neonata, si va a processo

Omicidio colposo. E’ l’ipotesi di reato formulata nei confronti di Giuseppa Mangione, 63 anni, residente a Montagna in Valtellina, medico ginecologo presso l’ospedale di Sondrio, e nei riguardi di Cristina Mossini, 35 anni, di Ardenno, ostetrica.
Dovranno comparire in aula il prossimo 21 novembre per rispondere della morte di una neonata, i cui genitori risiedono in Bassa Valtellina. I fatti risalgono alla notte fra il 10 e l’11 aprile 2016 quando il medico e l’ostetrica erano di turno nel reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale sondriese.
Pur in presenza di un tracciato cardiotocografico che, già alle 23.51 del 10 aprile era qualificabile come non rassicurante, è scritto nel capo d’imputazione, e che, col passare del tempo, diveniva ancor più patologico evidenziando una condizione di sofferenza del feto, le imputate non avrebbero valutato adeguatamente le difficoltà del travaglio e la sofferenza del feto continando ad operare per giungere ad un parto naturale, anziché procedere col cesareo.
Solo alle 4,16, infatti, è scritto, è stato allertato il ginecologo di guardia, che ha potuto intervenire con manovre di emergenza in, ormai, gravissime condizioni di emergenza fetale. Tant’è che la piccola, pur sottoposta a manovre rianimatorie e trasferita in terapia intensiva neonatale a Lecco, è mancata poco dopo le 15 del giorno successivo.
Una triste vicenda che ha gettato nello sconforto la famiglia della piccola e sulla quale ai giudici spetta fare piena luce.
 

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