Vitigni resistenti. Alla Fojanini la nuova sostenibilità ambientale.

I vitigni resistenti al centro del forum organizzato per la giornata di ieri presso la sede della Fondazione Fojanini di studi superiori, a Sondrio.
L’incontro, programmato nell’ambito del progetto denominato Valsòvica, acronimo di Valorizzazione sostenibile della vitivinicoltura camuna, di cui è capofila il Consorzio di Vini IGT Valcamonica, assieme all’università di Milano, Comunità Montana Valcamonica e Fondazione Fojanini. Con loro, venti aziende vitivinicole camune.
Vitigni resistenti, ossia quelle colture le quali non necessitano di particolari trattamenti fungini, terapie periodiche atte a proteggere le piante dagli attacchi di funghi e malattie particolarmente rischiosi per la sussistenza delle viti stesse. In un territorio eletto alla viticoltura eroica, e a tutte le difficoltà fattive ad essa connesse, certamente una soluzione a tanti grattacapi nel quotidiano dei viticoltori.
Il progetto, è parte del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 istituito da Regione Lombardia, ed ha la finalità di testare in territori montani la viticoltura resistente, seppure quello valtellinese, che sviluppa i propri vitigni su terrazzamenti, rispetto al territorio camuno, che estende i propri filari sui ben più comodi conoidi, presenta differenti peculiarità, a causa della particolare conformazione orografica.
Tutti d’accordo, comunque, sul pregio principale del vitigno resistente, il quale permette l’abbattimento drastico dei trattamenti antiparassitari, tanto dannosi per l’uomo e l’ambiente ad esso circostante.
 

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