La Valle Spluga ha 18 spazi magici.

Sono spuntati come funghi pochi giorni fa i diciotto “Spazi magici”, così si chiamano, che punteggiano i più interessanti punti panoramici di Madesimo e Campodolcino. Manufatti in legno, ecosostenibili e smontabili nel periodo invernale per evitarne il deterioramento, che si affacciano sulle cascate del Groppera e di Pianazzo, sulla diga di Montespluga, il pizzo Quadro di Motta, e, poi, ancora, il Cardinello, gli Andossi, il Groppera, il Ferrè, lo Spadolazzo a Maccolini e il torrente Scalcoggia. Per non dire dei punti di osservazione di Campodolcino, Fraciscio, Gualdera, e Starleggia. Nel giro di due mesi, un team affiatato, guidato da Giovanna Mosca, di Busto Arsizio, ma con residenza e cuore nella Perla della Valle Spluga, ha allestito il tutto avvalendosi del supporto del Municipio madesimino. Ma come è nata l’idea?

Un’iniziativa semplice, ma capace di attirare l’attenzione dei visitatori.

Con traduzione in lingua inglese, perché, anche se, in questo periodo, post ferragostano, la clientela, numerosa, è soprattutto italiana, non mancano presenze di turisti stranieri. Con l’obiettivo di implementare, il progetto, il prossimo anno, introducendo nuove postazioni.

Un progetto a costo prossimo allo zero, utile ad aumentare la capacità attrattiva della località, fermo restando che, nel cassetto, l’amministrazione Masanti ha interventi importanti da portare a termine.

E poi resta l’annoso capitolo della ristrutturazione degli alberghi storici, Cascata-Cristallo e Torre.

 

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