Unione comuni Valmalenco. Seduta al veleno.

Clima incandescente nella serata di ieri durante la seduta del Consiglio Unione della Valmalenco.

Alla base del contendere, sta la rimodulazione delle spese relative ai tre comuni che compongono l’unione: Chiesa Valmalenco, Lanzada e Caspoggio.

Nel 2011, le condizioni finanziarie di quest’ultimo centro, causa un abbassamento delle proprie economie, avevano dato origine ad una rimodulazione delle spese percentuali spettanti ai tre comuni.

E così, nel concreto, dal 50% delle quote finalizzate ai servizi del comune di Chiesa, e dai rispettivi 25% spettanti a Lanzada e Caspoggio sin dal 2001, si era passati, nel 2011, ad un innalzamento del 2% per i comuni di Chiesa e Lanzada: un gesto che aveva portato ad un risparmio, per il paese di Caspoggio (contribuente, ora, del 21%), di più di ottantamila euro annui.

Risparmi che in questi otto anni hanno permesso un sostanziale risanamento delle casse del paese malenco, con la conseguente richiesta, da parte dei comuni di Chiesa e Lanzada, di un ritorno alla vecchia distribuzione delle aliquote.

Risultato: l’incontro di ieri sera, durante il quale la sindaca di Chiesa e presidente dell’Unione, Renata Petrella, ha teso a precisare che sia il comune da lei rappresentato che quello di Lanzada avevano dato l’okay alla rimodulazione e che, dato il voto contrario del paese di Caspoggio, si sarebbe dovuto giungere ad una decisione non per unanimità ma per maggioranza di voti.

“Impossibile chiudere il bilancio con un’aliquota al 25%”: categorico il primo cittadino di Caspoggio, Daniele Bruseghini, che presagisce un meno ottantaseimila euro traducibile in tagli ai servizi. La soluzione? Portare Caspoggio dal 21% di aliquota attuale al 22%, portando Lanzada a pagare il 28% e mantenendo Chiesa al 50.

Da qui, la reazione del sindaco di Lanzada, Christian Nana: “Dal 2014, per noi, un innalzamento dell’aliquota fino al 32%, con un esborso di oltre 500.000 euro. Sono inoltre 640.000 gli euro di cui Caspoggio ha beneficiato, coperti dai comuni di Chiesa e Lanzada”.

Da parte sua, il sindaco di Caspoggio lamenta il possibile default, senza timore di dover mostrare i bilanci comunali. Bruseghini che, altresì, torna a parlare dell’importanza della nuova seggiovia che, afferma: “Fa bene a tutta la Valmalenco, senza avervi mai chiesto contributi in merito”.

Lo stesso primo cittadino, punta il dito contro il comune di Lanzada che, parole di Bruseghini, “Non viene in aiuto”

E così, nel momento dell’alzata di mano per il ritorno alle aliquote del 2001, l’atto finale della riunione, con l’abbandono della seduta da parte del sindaco di Caspoggio affiancato dal consigliere Oscar Pegorari.

Per la fusione fra i tre comuni bisognerà attendere tempi migliori.

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