Coronavirus cinese, cresce l’allerta.

Dopo il maxi sequestro a Padova, la notte scorsa, di dieci tonnellate di carni suine provenienti dalla Cina, introdotte nell’Unione Europea via Rotterdam in spregio alle norme doganali e potenzialmente contaminate dalla peste suina tanto da essere subito incenerite, si alza l’allerta contagio da coronavirus cinese anche in Italia.
Nessun caso, va detto, si è, al momento, verificato, né nel nostro paese né nel resto dell’Unione Europea, mentre ad essere interessati dal contagio sono gli Stati Uniti, l’Australia, Taiwan e la Corea del Sud.

Una malattia che, è confermato, si sta diffondendo da uomo a uomo.

Una diffusione che dovrà essere necessariamente controllata e cui si stanno cimentando scienziati di tutto il mondo che afferiscono all’Organizzazione Mondiale della Sanità.

L’alta mobilità, in questo senso, non aiuta, perché la circolazione delle persone e delle merci facilita la diffusione del virus.

Non ci sono ad oggi cure specifiche, ma si sostengono le funzioni vitali, si somministrano antibiotici che sono riusciti a guarire parecchie persone: 9 i decessi in Cina su 400 contagiati. Da, noi, per ora, direttive comportamentali specifiche non sono state emanate.
 

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