RSA. Aiutateci a capire.

Questo lunedì, giorno che segna il secondo mese di lotta contro il Coronavirus nella regione Lombardia, dalla notte del 20 febbraio scorso, quando a Codogno fu scoperto il paziente uno, apre un’altra settimana di resistenza dinnanzi al Covid-19. E se a tenere banco sui tg nazionali sono “Fase 2”, Mes e riapertura delle attività, è pur vero che il campo di battaglia sul quale si combatte più alacremente ora la lotta al virus, è il terreno martoriato delle RSA, le case di riposo. Lì, a fare carne da trincea sono stati e continuano ad essere gli anziani ospiti ed i numerosi operatori sanitari che di loro si prendono instancabilmente cura. Delle case di riposo della nostra provincia ci occupiamo oramai da giorni, sin da prima che la Procura di Sondrio aprisse un’indagine per epidemia colposa a carico di ignoti in relazione alle morti di anziani nelle rsa del territorio.

Quella in cui ad oggi si conta il maggior numero di vittime è la RSA Ambrosetti Paravicini di Morbegno, dove dopo un mese di marzo segnato da quindici decessi, sono dal primo di aprile ad oggi 49 gli ospiti morti, secondo gli ultimi ragguagli del primo cittadino Alberto Gavazzi. Il sindaco ha diffuso, nella serata di ieri, un video nel quale oltre a riportare la triste conta delle vittime del virus in seno alla casa di riposo, ha ringraziato tutto il personale che nella struttura opera.

Un comunicato-resoconto dai toni diversi rispetto a quello diffuso lo scorso 16 aprile, e nel quale Gavazzi, dopo la comparsa di un manifesto affisso all’esterno della RSA e recante la scritta “Confindustria+Politici Assassini”, aveva puntato il dito contro il “clima mediatico ostile che qualcuno ha voluto creare attorno alla fondazione”. A quest’ultima affermazione risponde oggi Andrea Ruggeri, ex primo cittadino e firmatario, assieme ad altri cinque consiglieri di opposizione, di una richiesta di Consiglio Comunale Straordinario al fine di ricevere delucidazioni sulla vicenda decessi e Covid-19 nella locale casa di riposo.

Per quanto riguarda poi i rapporti con l’amministrazione della fondazione Casa di Riposo, dopo la lettera del presidente Italo Rizzi seguente la nostra intervista all’ex sindaco, è lo stesso Ruggeri a definire la correttezza dei propri rapporti con i vertici della Fondazione.

L’idea che ci stiamo facendo è che sulla vicenda case di riposo, e sul triste primato che altre strutture come quella di Morbegno detengono, in giro per la regione, con ogni probabilità siano stati commessi degli errori, certo, dettati da un evento poco prevedibile, non facilmente gestibile, di enorme entità e dalla carenza di materiali protettivi, ma che non abbia di certo aiutato una comunicazione non del tutto chiara da parte della stessa regione Lombardia da quel giovedì 23 gennaio, giorno in cui l' assessore Giulio Gallera convocò la prima riunione della task force della Sanità lombarda per elaborare il piano preventivo contro il coronavirus. Non aiutano neanche le affermazioni del governatore Fontana che, solo tre giorni fa, ha addossato sulle ATS la responsabilità sulla gestione delle RSA durante la crisi da Coronavirus.

E così, se da una parte video, lettere, email ed interviste alimentano il dibattito sacrosanto sull’operato di più di una casa di riposo della nostra provincia (perché va ricordato, non è solo la RSA di Morbegno ad essere investita dal ciclone distruttivo del Coronavirus), ci aspetteremmo, a questo punto, anche da ATS una legittima presa di posizione. Che attendiamo.

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