Chiavenna, anche qui si riparte .

Anche la Valchiavenna ha rialzato la serranda con tutte le difficoltà del caso, ma anche con la voglia di riprendersi quello che il Covid-19 ha tolto. Certo la strada non è in discesa. Per molti esercenti i tempi per adeguarsi alle nuove norne sono stati troppo ristretti. Insomma una fase due che deve ancora scaldare del tutto i motori.

Resta la consapevolezza che le misure di sicurezza e le restanti limitazioni sono indispensabili per non sprecare i sacrifici fatti in questi mesi.

Voglia di ripresa, dicevamo, che unisce Valtellina e Valchiavenna, da Livigno e Bormio a Madesimo. Sono giornate particolare queste, un passo importante verso il ritorno alla normalità. Non solo bar e ristoranti ma anche i negozi di musica vogliono rialzare il volume.

Voglia di ripartire ma anche la consapevolezza che la fase 2 non sarà una passeggiata

Le precauzioni sanitarie naturalmente non mancano

Un pensiero anche alla signora Giuseppina Pedrini, di Villa di Chiavenna, la Pina della locanda Rota, morta ieri per un malore proprio mentre sistemava il suo locale per la riapertura.

La preoccupazione per il futuro resta alta, gli aiuti promessi dal governo non sembrano tranquillizzare i commercianti

I problemi anche nella fase 2 dunque non mancano.

Grazie comunque al barista che stamattina ci ha dato il buon giorno con un caffè, e poco importa che al posto della tazzina abbia dovuto usare un bicchierino di carta. Verranno tempi migliori, sia per lui che per noi     

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