Valmalenco presenta i Mondiali di Freestyle, con coda polemica

Doppio appuntamento, il 31 marzo e il 1° aprile prossimi, sulle nevi del Palù, con l’Europa Cup 2019 di Aerials, seguiti dai Mondiali Junior Fis di Freestyle Ski, discipline Aerials e Moguls, salti e gobbe, che terranno banco dal 2 al 6 aprile.
Per l’undicesima volta, quindi, il Comitato organizzatore Fis dei Mondiali ha scelto la Valmalenco come terreno di gara in ragione dei connotati tecnico-logistici-organizzativi che il Consorzio turistico Sondrio e Valmalenco e gli uomini della Fab, Funivie al Bernina, sanno assicurare.
Oggi, la conferenza stampa di presentazione dell’evento, per la prima volta allestita nella sala consigliare di Palazzo Pretorio, a Sondrio, anzichè presso la sede del Consorzio, a testimoniare il rinnovato legame in essere fra il capoluogo e la sua montagna.
E se, questo, è stato un rilievo in positivo, mosso da Vismara, non è mancato l’affondo polemico rispetto a quella che ha definito una “mossa a scavalco” messa a segno dal comitato promotore della candidatura alle Olimpiadi 2026 che, nonostante gli appelli lanciati dalla Valmalenco, non l’ha considerata come terreno di gioco delle gare di Freestyle.Senza dire delle Olimpiadi per i sordi, per le quali, pure, Vismara si è speso senza esito, anche se, in entrambi i casi, non intende demordere convinto com’è che, qualcosa, si possa ancora spuntare.
Di recupero non facile ha parlato, però, Simona Pedrazzi, consigliere regionale, presente alla conferenza stampa.Un autentico peccato, poi, il fatto che fra le 19 nazioni di tutto il mondo, fra cui Bermuda, Cina e Giappone candidate ai Mondiali della Valmalenco, non compaia l’Italia. Aspetto di cui abbiamo chiesto conto a Giorgio Zini, presidente del consorzio turistico Sondrio e Valmalenco ed olimpionico di Freestyle ad Albertville, nel ‘92, oltre che per anni presidente del Freestyle Club di Livigno, che ha spiegato essere stata, la disciplina "Moguls", "abbandonata" dalla Fisi in ragione di un maggiore impegno in altre specialità. Risultato, almeno 8 gli atleti livignaschi con abilità nel moguls e che, negli ultimi anni, hanno dovuto o ritirarsi o cambiare disciplina.
Resta la grande vetrina mediatica per la Valmalenco e per tutto il territorio del mandamento di Sondrio.

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