Gli Alpini e il dovere della memoria.

Sei appuntamenti per non dimenticare. Li ha organizzati la sezione dell’Associazione nazionale alpini valtellinese, guidata da Gianfranco Giambelli, con il via venerdì scorso a Sant’Antonio di Teglio, per la commemorazione della battaglia di Nikolajewka, e sabato al Tempietto votivo di Morbegno, per ricordare anche Warwarowka e tutti i Caduti della campagna di Russia e di tutte le guerre.

Numerosi i valtellinesi e valchiavennaschi che hanno perso la vita al fronte.

Un rientro faticosissimo. Giorni di cammino, in colonna, con pochi indumenti addosso, incapaci di riparare dal gelo pungente dell’inverno. Falcidiati dalle malattie e dagli stenti, e costretti a superare l’assedio russo.

Pochi i reduci ancora in vita, a testimoniare la fatica del lungo, incessante, cammino. La maggiorparte di loro non ha neppure voglia di riandare, con la memoria, e il racconto, a quei giorni terribili.

Sabato, a Morbegno, una delle celebrazioni più sentite, con l’adunata in piazza Mattei, il corteo con fiaccolata per il Tempietto Votivo, l’alzabandiera, l’esibizione della Fanfara Valtellinese nell’inno di Mameli, e la Santa Messa celebrata da monsignor Andrea Salandi, arciprete di Morbegno, e da fra Mario Bongio, cappellano dell’Ana Valtellinese. A seguire gli interventi di Guido Lucchina, capogruppo Ana Morbegno, Alberto Gavazzi, sindaco della città del Bitto, e Rosa Massa, vice Prefetto di Sondrio. Presenti anche il consigliere nazionale Mario Rumo, Gianfranco Giambelli, e il capitano Matteo Bizzotto.
Prossime celebrazioni, il 26 gennaio a Gordona e a Bormio, il 1 febbraio a Lovero e il 2 a Colda, dove si terrà la cerimonia conclusiva, sempre, per non dimenticare.

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