Valli del Bitto: il libro della discordia

Enrico Beno Benedetti è l’editore e Roberto Ganassa l’autore del libro sotto accusa, la guida scialpinistica “Val Gerola e Albaredo”, edita nel dicembre scorso per i tipi della Bonazzi Grafica. Sul totale delle copie stampate, un pregevole formato pocket da 224 pagine, 500 erano destinate ai comuni di Cosio Valtellino, Rasura, Pedesina e Gerola Alta, da ritirarsi per il tramite dell’Ecomuseo della Valgerola, 150 ad Albaredo per San Marco, 200 al Parco delle Orobie Valtellinesi e 300 alla Comunità Montana di Morbegno. L’unica, quest'ultima, ad aver acquistato le copie, mentre gli altri non hanno provveduto. Pomo della discordia, per i Comuni produttori di Bitto Dop, il riferimento esplicito, nell’introduzione, allo “Storico Ribelle”, il presidio Slow Food di Gerola, uscito dal Consorzio di Tutela e, anzi, in antitesi con la politica di quest’ultimo. Quello in atto è un muro contro muro che si potrà abbattere, forse, grazie ad un incontro fra le parti in corso di allestimento da parte dell’avvocato di Beno Benedetti. Nel frattempo, sono già due gli editoriali che quest’ultimo ha dedicato al tema su “Le Montagne Divertenti”, e sull’ultimo numero, in distribuzione in questi giorni, con i contributi di quindici esponenti della cultura locale e nazionale, fra cui il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia e l’economista Marco Vitale. Fuori dalla diatriba Bitto-Storico Ribelle si colloca Diego Rava, sindaco di Rasura, l’unico, con Fabio Ruffoni, di Pedesina, con cui siamo riusciti ad interlocuire in argomento. Il sindaco di Albaredo ci ha invitati a rapportarci con Gerola e Cosio, però, non raggiungibili. Chiara e ragionevole la posizione di Rava, che nel dirsi dispiaciuto per l’accaduto e confidando in una soluzione positiva, magari anche in un incontro con Benedetti, che evidenzia di aver chiesto, ma non ottenuto, rimarca di non avere mai impegnato il proprio Comune nell’acquisto di copie del libro, “tant’è che la cosa non è a bilancio – sottolinea - e diventa, in questo, modo, impossibile da giustificare come spesa. “Circa due anni fa abbiamo partecipato, come sindaci, - ricorda – ad un incontro con Roberto Ganassa che ci spiegava l’intento di realizzare una guida simile a quella sul Tartano. Mi era sembrata una cosa bella, ma confidavo in un successivo incontro per definire alcuni aspetti di accesso ai tracciati che sarebbe stato auspicabile vedere insieme. Invece non ho più saputo niente. Mi è giunta una mail a dicembre in cui venivo convocato per la presentazione del libro e sono rimasto male. Forse ci sono stati dei misunderstanding in corso d’opera. Forse troppi attori per un unico progetto”.

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