L’addio a Nicola Giugni.

Sulle proprie esperienze, oltre che sulla fondata volontà di ascolto, disponibilità e su una naturale propensione indirizzata all’inclusione sociale, Nicola Giugni aveva costruito la propria vita oltre che il proprio impegno politico.

Sabato, a tributare l’ultimo saluto all’avvocato sondriese, scomparso per un devastante infarto nella notte tra il 14 ed il 15 agosto scorsi, una chiesa di San Rocco letteralmente stipata di persone. I familiari, attoniti, i politici, i rappresentanti istituzionali e tanti cittadini, oltre a gran parte dei compagni di partito, quel PD col quale Giugni era stato candidato alle elezioni amministrative fino al ballottaggio che, il 24 giugno dello scorso anno consegnò a Marco Scaramellini la fascia di primo cittadino.

Una scommessa che Giugni portò avanti puntando sui giovani: “Non si può prescindere dalla loro presenza nella vita amministrativa”, era solito ripetere.

Lui che nella sua ancor giovane carriera, aveva rivestito per dieci anni il ruolo di presidente di AEVV, l’Azienda Energetica Valtellina Valchiavenna, e che in politica aveva fatto il suo ingresso ufficiale nel 1998, nella lista di Sondrio Democratica, a fianco di Alcide Molteni. Nel 2007, poi, la creazione dello schieramento denominato Sondrio 2020.

Eh sì, perché il principio di uno spirito collaborativo, basato sulle proposte e finalizzato alla costruzione, la decisa cordialità, merce rara in un periodo fatto di proclama e slogan, erano la dimostrazione concreta dello spirito che animava l’operato di Nicola Giugni, come ha teso a sottolineare Padre Giacinto Panfilo, che sabato scorso ha officiato alle esequie.

Una vita dinamica, attiva, condivisa tra la professione di avvocato presso lo studio di famiglia, fondato dal padre Giancarlo (scomparso solo nove mesi fa), specializzato in diritto penale e commerciale, la politica e poi lo sport, la bicicletta, l’arrampicata. E ancora la moto e la barca a vela, tutto vissuto con estrema e sana passione.

Fino a quella tragica serata a Gera Lario.

Una dedizione agli altri garbata, discreta, fatta di impegno e mai urlata, mai di pancia, ma concretamente dichiarata fino all’ultimo, donando quegli organi che continueranno a dare vita a chi, come Nicola Giugni, questa vita la ama.

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