Sondrio omaggia Righini.

Basta il solo nome e già si apre un mondo di arte autentica. E una carriera ultracinquantenaria come quella dell'artista scultore tiranese Valerio Righini, contrassegnata da molteplici successi in Italia e all'estero, non può che essere celebrata nel migliore dei modi ossia facendo conoscere la produzione all'intera città e anche a coloro che giungono a Sondrio da fuori provincia. Per questo le opere di Righini in mostra nella rassegna “50 e oltre” non sono solo ospitate a Palazzo Pretorio e al Museo, ma si lasciano ammirare anche nelle piazze e nelle vie cittadine. Il prestigio delle opere e la particolarità delle sedi conferiscono senza dubbio a questa mostra “en plein air” una singolarità unica in un avvincente connubio che sposa arte e ambiente. Una ottantina di opere capaci di meravigliare e una città trasformata in palcoscenico espositivo seguendo il solco delle scelte dell'amministrazione che investe nel territorio e nella cultura per una città sempre più slow e a misura d'uomo con ridotta presenza di auto a tutto vantaggio della vivibilità e della fruizione turistica. A volere fortemente l'esposizione l'architetto Piercarlo Stefanelli estimatore e amico dell'artista con alle spalle oltre 50 anni nella pubblica amministrazione. Righini, l'intellettuale poeta che plasma la materia, “racconta” la sua Valtellina in uno sfogo lirico che commuove e ne rivela la potenza espressiva dell'artista. Ne riproduce le preziosità grazie a un indiscusso talento e intanto raccoglie consensi e spettatori ammirati. In particolare ad incuriosire è l'opera “Vignea Bronzea” simbolo dell'esposizione.
 

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