Siamo “meno vivibili”.

 

Ultimi giorni di questo 2018 e tempo di immancabili bilanci.
A tirare le somme della classifica riguardante le città meglio vivibili dello stivale, ci pensa il quotidiano di affari economici “Il Sole 24 Ore” e per Sondrio la sorpresa non è delle più piacevoli.
Mentre difatti lo scorso anno la città alpina aveva guadagnato il terzo gradino del podio dietro a Belluno e ad Aosta, qualcosa deve aver incrinato i meccanismi che regolano la valutazione degli indici per questo 2018. Fatto sta che nella classifica comparsa sul quotidiano finanziario, il nostro capoluogo è solo (si fa per dire) quattordicesimo.
Quest’anno a primeggiare è Milano, e a seguire Bolzano ed Aosta.
Certo che a guardare Vibo Valentia, assieme a Brindisi, Barletta, Taranto e Foggia, ultime in classifica, c’è da riconsolarsi, complici le parole del primo cittadino di Sondrio, Marco Scaramellini, che è tutto sommato ottimista per una città che continua ad attestarsi tra le più alte in graduatoria e che promette bene, certo, ma anche da chiedersi che cosa abbia determinato lo scivolone.
Scopriamolo assieme.
Innanzitutto, un occhio alle aree tematiche con le quali viene misurato il benessere delle città.
Sono sei, rispettivamente Ricchezza e consumi, Affari e lavoro, Ambiente e servizi, Demografia e società, Giustizia e sicurezza, Cultura e tempo libero.
L’identikit che il “Sole 24 Ore” delinea, mostra una città nella quale si compra meno e in cui l’indice della ricchezza abbassa la propria asticella, forse anche in virtù degli acquisti on line, per i quali Sondrio primeggia su scala nazionale.
Tendenza stabile e fedele a quella del 2017 per quanto concerne invece il comparto Affari e Lavoro. Qualche gioia ce la regala l’indice riguardante Giustizia e Sicurezza, e nella quale Sondrio sale sul terzo gradino: in sintesi, siamo ben protetti e qui, la criminalità attecchisce poco.
E mentre in tema di natalità siamo al quinto posto ma scivoliamo leggermente in ambito sociale, (per la cronaca è Napoli la città più giovane d’Italia), il peggio viene con le aree tematiche dedicate a “Servizi e Ambiente” e “Cultura e Tempo Libero”. In tempi in cui le alte tecnologie segnano il passo, è forse il modello delle smart city a penalizzarci: da ricordare, comunque, che tra i propositi dell’attuale giunta figura proprio l’ottimizzazione di queste potenzialità legate allo stile di vita cittadino.
In tema di cultura e tempo libero non siamo messi meglio: lì siamo cinquantacinquesimi, ma va considerato che su quest’ultimo indice il turismo, che è cultura, ed è connesso al tema trasporti, ha il proprio peso. Alla mente, torna allora un articolo che, proprio sulle pagine del Sole 24 Ore, lo scorso febbraio fa parlava di una città in balia del “magnifico isolamento”.

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