Omicidio colposo stradale, l'ipotesi di reato per il mortale di Cercino

Omicidio colposo stradale. E’ l’ipotesi di reato formulata nel fascicolo iscritto dalla Procura della Repubblica di Sondrio all’indomani del grave incidente stradale verificatosi sul nuovo tratto della statale 38, all’altezza del Comune di Cercino, al chilometro 7 e 600, in direzione nord.
Pur in assenza del reo, dato che tutte le persone coinvolte nel sinistro sono morte sul colpo, la Procura sta lavorando alla ricostruzione esatta della dinamica dell’accaduto, in modo da risalire alle responsabilità di ciascuno. In particolare, dei conducenti le due automobili, la Panda e la 500 X, che alle 22.37 di domenica hanno impattato violentemente lungo la direttrice nord del tratto a quattro corsie, con una delle due auto, addirittura, in contromano.
“Ed è altamente probabile, in base ai primi accertamenti effettuati e alle prime sommarie informazioni testimoniali – spiega Claudio Gittardi, procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Sondrio -, che ad invadere la corsia in contromano sia stata la Fiat Panda”.
Auto condotta da Jessica Capelli, 26 anni, di Tirano, e sulla quale viaggiavano altri tre giovani tiranesi, Nicholas Forte, 20 anni, suo fidanzato, Giada Zerboni, 33 anni, Christian Margaroli, 36 anni, e Simone Silvagni, 42 anni, di Bologna.
Auto che, in base ad immagini parziali rilevate dalle telecamere posizionate lungo il tracciato, in particolare nelle gallerie Paniga e Selva Piana, avrebbe compiuto manovre rischiose già prima dell’impatto, effettuando sorpassi in galleria, dove vige il divieto, ed osservando una velocità ben superiore ai 90 km orari indicati. Fino a raggiungere punte di 120 km orari.
Sempre stando ai primi rilievi, pare che la Fiat Panda si sia inserita, erroneamente, nella carreggiata nord della nuova statale 38 con una naturalezza superiore a quella attesa, proprio perché, pur viaggiando nella direzione opposta, si trovava già a sinistra, in fase di sorpasso. E sia rimasta stabilmente sul lato sinistro, infilando dritta il lato sbagliato della carreggiata cozzando drammaticamente contro la 500 che viaggiava verso Sondrio con, alla guida, Andrea Gilardoni, il cinquantaduenne comasco, titolare di un bar ad Argegno, intento a raggiungere moglie e figli in vacanza a Livigno.
Il resto lo diranno gli esiti degli esami tossicologici effettuati sui corpi di tutti i deceduti, per i quali saranno necessari sette giorni di tempo, oltre ai risultati delle autopsie in corso. Tre verranno effettuate oggi, e tre domani.
Quel che è certo è che sulla Fiat Panda non sono stati trovati stupefacenti, mentre un piccolo quantitativo di hashish è stato rinvenuto addosso ad un occupante.
Verifiche sono in corso da parte della Procura anche rispetto alla sicurezza del tratto di strada per capire, in particolare, se la segnaletica orizzontale e verticale possa aver tratto in inganno l’automobilista e se le condizioni di luce, parimenti, fossero adeguate o fuorvianti. Al riguardo un vertice in Prefettura si terrà nella giornata di domani.
 

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