Creval: -80% dei deteriorati in tre anni

“Crescita sostenibile”. Con questo termine si connota il piano industriale 2019-2023 approvato ieri sera dal consiglio di amministrazione del Credito Valtellinese, gruppo che ha cambiato, nel giro di un anno, completamente i connotati e, ancor più, la sua classe dirigente. Ultimi in ordine di tempo a chiudere la collaborazione Ugo Colombo, a capo dell’ufficio finanziario, e Roberto Tarricone, alla guida di quello commerciale. Aspetto comunicato oggi dal Gruppo, unitamente agli obiettivi strategici dell’istituto di credito guidato da Luigi Lovaglio, suo amministratore delegato.
In primis quello di rafforzare il proprio ruolo di banca commerciale solida, con un basso profilo di rischio e a supporto della crescita dei territori serviti, mettendo al centro le famiglie e le piccole e medie imprese.
Due i pilastri su cui si fonderà l’azione nei prossimi tre anni: il rilancio della piattaforma commerciale attraverso un modello di business e un’offerta di prodotto focalizzati sui clienti b2b e sulle piccole e medie imprese, e il ricorso ad iniziative finalizzate ad una riduzione significativa dello stock di crediti deteriorati e del peso del portafoglio dei titoli finanziari, dove i primi erano pari a circa 1,9 miliardi di euro a far data 31 marzo scorso. La piattaforma commerciale e il portafoglio di crediti deteriorati saranno anche separati, dal punto di vista gestionale, con la creazione di una divisione ad hoc per questi ultimi, detta non core unit, con 50 dipendenti dedicati. Verranno anche riallocate 240 persone verso ruoli a maggior valore aggiunto, forti anche di un programma di formazione intenso, e prevista la valorizzazione del personale interno con il loro coinvolgimento in tutte le iniziative previste dal Piano.
Il ritorno di queste operazioni dovrà misurarsi in numeri. Per quanto riguarda la banca commerciale il risultato netto operativo è previsto a 105 milioni nel 2021 e a circa 160 nel 2023 corrispondenti a maggiori ricavi per 65 milioni al 2021 e per 105 milioni al 2023 e a minori costi per 40 e 55 milioni. Rispetto ai crediti deteriorati, l’obiettivo è quello di ridurli dell’80% fino ad attestarsi a 0,4 miliardi al 2023. A livello di gruppo l’utile netto, nel 2021 è dato a 93 milioni e nel 2023 a 138 milioni col ritorno alla distribuzione di utili ai propri azionisti sulla base di un dividendo maggiore del 50% dal 2021.

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