Maltrattamenti in famiglia, due condanne

Non passa giorno che, in Tribunale, a Sondrio, non si esaminino casi di maltrattamenti e percosse ai danni di donne conviventi. Negli ultimi due giorni, in particolare, è stato il giudice per le indagini preliminari, Carlo Camnasio, a dover affrontare due casi risalenti, il primo, alla primavera dello scorso anno, con teatro la zona del morbegnese, e il secondo il febbraio del 2017, occorso a Chiavenna. Pesante la condanna inflitta ad E.S., di soli 22 anni, di Morbegno, (volutamente riferiamo le sole iniziali a tutela della vittima), che, pur con lo sconto di pena di un terzo dovuto al ricorso al rito abbreviato, si è assicurato 3 anni di reclusione, il pagamento delle spese processuali, l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni e il risarcimento dei danni alla parte civile con una provvisionale di 10mila euro. Motivo, il maltrattamento accertato dal giudice nei confronti della convivente cui, in più occasioni distinte, almeno otto quelle indicate nel capo di imputazione, l’ha minacciata e ingiuriata provocandole sofferenze sia fisiche sia morali, arrivando, persino, a procurarle un trauma oculare e cranico con perdita della vista da un occhio ed un ematoma dei tessuti frontali e con una prognosi riservata protrattasi per ben tre mesi.
Un anno e otto mesi di reclusione, invece, oltre al pagamento delle spese processuali e al risarcimento dei danni con una provvisionale di 3mila euro, per un 48enne, nativo di Gravedona, ma residente a Chiavenna, accusato di maltrattamenti nei confronti della convivente, avvenuti alla presenza del figlio di 4 anni.
In preda all’alcool, ha aggredito ripetutamente verbalmente e fisicamente la donna provocandole gravi sofferenze morali e fisiche compreso un trauma contusivo sovraorbitale, un trauma distorsivo del rachide cervicale, delle dita della mano e del naso.
Un quadro desolante, quello rappresentato nei capi d’imputazione, che qui possiamo riferire solo parzialmente, quanto basta per rendere lo stato di esasperazione che connotava la vita di coppia e che non ha trovato altro sfogo, purtroppo, che nella violenza più bieca.

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