Piazza Fontana. In un libro i segreti della strage.

Una strage dalle mille ombre. Nel libro “La maledizione di Piazza Fontana” di Guido Salvini e del giornalista sondriese, Andrea Sceresini, presentato venerdì sera alla Nuova Libreria Albo di Morbegno, sono contenute le rivelazioni più scottanti del giudice che ha condotto l’ultima inchiesta sull’ attentato di Piazza Fontana che, considerato la madre di tutte le stragi e il primo e più dirompente atto terroristico dal dopoguerra, costò la vita a 17 persone e provocò il ferimento di altre 88. Era il 12 dicembre 1969: gli attentati terroristici di quel giorno furono cinque, e colpirono sia Roma che Milano. Proprio nel capoluogo lombardo, precisamente presso la Banca Nazionale dell’Agricoltura, si registrò l’episodio più grave, con i 17 morti.

Il libro è diviso in tre parti, un viaggio attraverso un’indagine lunga 36 anni culminata con l’assoluzione di tutti gli imputati, i neofascisti veneti, nell’ultimo processo. Decisamente importante la parte dedicata alle modalità di sabotaggio con le quali la stessa magistratura milanese avrebbe giocato un ruolo chiave nelle ricerche. La vicenda più intricata della nostra Repubblica raccontata come un grande giallo.

Un evento, quello di Piazza Fontana, che ha cambiato la storia italiana e che segna un discrimine tra le lotte operaie e studentesche e il mutamento di un’Italia che inizia a trasformarsi nel paese che è oggi e dove spesso, certi diritti vengono negati. Una vicenda che si allarga anche oltreconfine.

La presentazione del libro ha decisamente rapito il numeroso pubblico accorso.

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