Muretti a secco. Partono i corsi.

Rappresentano per coloro i quali si affacciano per la prima volta in Valtellina, un biglietto da visita, un’immagine che rimane impressa nella memoria del turista.
Per chi qui è nato, invece, una sorta di monumento, una peculiarità di un panorama rurale e naturalistico che fa parte della tradizione e della storia alpina ma che rimane, attuale, nella sua utilità.
Parliamo dei muretti a secco, al centro dell’incontro tenuto ieri nel capoluogo presso la sede della Comunità Montana Valtellina di Sondrio.
Lo scorso aprile, l’annuncio del progetto che vede Polo di Formazione Professionale Valtellina e Comunità Montana artefici dell’organizzazione di due sessioni formative riguardanti la costruzione di questi particolari manufatti. Corsi che si rivolgono ad operai delle case vinicole, agricoltori o a semplici appassionati. Ieri, la presentazione del bando per l’accesso ai corsi professionali teorico-pratici: ben due quelli in programma.
Una pratica che richiede pazienza, costanza ed una certa maestria, partendo dallo scavo che sarà poi destinato alla fondazione. I muretti, dovranno riuscire a resistere agli spesso avversi agenti atmosferici e alle intemperie.
I due corsi, seguono quello che fu un progetto pilota e che venne realizzato nella primavera scorsa, e prevedono un totale di quaranta ore ciascuno, distribuite su cinque giornate da otto ore.
La quota di partecipazione al corso, l’inizio del quale è in programma entro la fine dell’anno, è di cinquanta euro: al termine delle cinque sessioni di lezione, ai partecipanti verrà rilasciato un attestato di partecipazione.
 

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