Eroico Rosso. Sforzato e tanto altro.

Iniziare con intervento del sommelier dal minuto 8,23 (E’ un 2012) fino al minuto 8,37 (merito dei produttori valtellinesi)
E delle uve dello Sforzato DOCG, a cui la cittadina di Tirano, lo scorso weekend, è tornata a tributare i meritati onori con una edizione 2019 dell’”Eroico Rosso Sforzato Wine Festival”, vero e proprio paradiso per i numerosi affezionati di un vino tra i più pregiati della nostra tradizione. Eh sì, perché quando parliamo di Sforzato, la mente va ad un nettare dall’inconfondibile colore rosso rubino, realizzato grazie alla spremitura di uva Nebbiolo Chiavennasca al 100 per cento, lasciata appassire almeno fino alle prime due settimane di dicembre, con un affinamento minimo di venti mesi, di cui dodici in botte.
Ventisei cantine, trentuno etichette, tutte di alto prestigio, per una presenza di pubblico dagli alti numeri. Il tutto, in una cornice inconfondibile: quella dei palazzi tiranesi. Torelli, Quadrio Curzio, Merizzi. E poi Foppoli, Parravicini, Marinoni e Lambertenghi. Se la viticoltura è un’arte, migliore accostamento, lo Sforzato non avrebbe potuto trovarlo che qui.
Fittissimo il programma della tre giorni. Oltre alle degustazioni, i wine lab e gli incontri con i produttori. E poi i degni compari di questo principe dei vini, altre eccellenze: quelle della filiera agroalimentare valtellinese, in un florilegio di ricette culinarie, di vivande nelle quali i solisti sono quei prodotti unicamente genuini e divenuti oramai sinonimo di qualità, esportati in giro per il mondo, di questo meraviglioso lembo di Alpi.

Di grande richiamo la vasta scelta di menù a disposizione presso i ristoranti della città abduana.
Come da programma, poi, tanta, tantissima l’arte attorno ai vini.
Basti pensare al colpo d’occhio offerto dall’installazione dislocata in piazza Cavour, composta da ben 1.500 lumini, o alla scultura raffigurante Bacco, scolpita in presa diretta nei giardini di Palazzo Venosta. La pazienza dell’artista si accomuna, fondendosi, a quella del vignaiolo.
A chiudere un palinsesto a dir poco variegato, la musica. Tanti i concerti, tra questi l’esibizione dei Ridillo, con un pensiero speciale dedicato al fotografo milanese Valentino Candiani e al musicista romano Piergiorgio Faraglia.
 

 

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