Rissa in via Bonfadini, sangue in strada

Notte movimentata quella fra venerdì e sabato scorsi, in via Bonfadini, a Sondrio. Teatro, con ogni probabilità, di una rissa scoppiata fra due persone. Anche se non vi sono testimoni, né prove, evidenti sono i segni della collutazione, con chiazze di sangue finite in strada e sul marciapiede davanti al bar D’Dervis, gestito da Dervis De Jesus, di origini brasiliane, ma da anni residente nel capoluogo. Gerente che, da noi contattata, ha preso le distanze da quanto accaduto, come ha, del resto, testimoniato anche agli agenti della Squadra Mobile della Questura, guidati da Carlo Bartelli, i primi a rinvenire i segni della rissa e ad effettuare gli accertamenti del caso.
“Ho chiuso il bar all’1.20 di venerdì sera – afferma la gerente – e non c’era nessuno all’esterno. Tutto tranquillo. Non so proprio cosa possa essere accaduto. Certamente, il mio bar non c’entra nulla in questa vicenda e lo voglio sottolineare – ribadisce -. Vendiamo alcolici, è vero, come in tutti i bar, però nulla abbiamo a che fare con faccende di droga. Odio la droga, non voglio che entri nel mio bar. E sono stanca di sentir parlar male del mio esercizio”.
In effetti, anche dal sopralluogo effettuato dalla Questura emerge l’estraneità al fatto del bar D’Dervis, nel senso che al suo interno nulla sembra essere accaduto. La collutazione risalirebbe alle ore successive alla chiusura. Sui social si parla delle 4 di notte, quando sarebbero state sentite urla in zona. A giudicare dai segni rimasti sul terreno, le persone coinvolte dovrebbero essere due. Una traccia di sangue, quella più copiosa, termina sulla destra di via Bonfadini, salendo verso via Mazzini, all’altezza del parcheggio auto, per cui si può supporre che il ferito sia salito in macchina, mentre l’altra traccia termina nell’androne del civico 8 di via Iacopo Bruto. Quel che è certo, confermano dalla Questura, è che nessuna denuncia per aggressione è stata presentata e nessuno si è presentato in ospedale per farsi medicare. Anche le telecamere posizionate in zona non hanno rilevato elementi utili a ricostruire l’accaduto.

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