La Polizia scende in piazza.

 

“Promesse tante, fatti pochi”.
Così recita lo slogan che i sindacati CGIL, CGIL SILP per la Polizia di Stato e CGIL Funzione pubblica per la Polizia Penitenziaria, affidano all’odierna giornata di agitazione che, lungo tutta la penisola, ha visto manifestazioni e presidi di volantinaggio al fine di esternare uno status quo di precario equilibrio per i tutori dell’ordine pubblico.
Un contratto di lavoro scaduto oramai da quattro mesi, un suo rinnovo che all’orizzonte lascia intravvedere un misero aumento di soli sei euro lordi mensili. E poi, l’annoso capitolo della carenza di agenti, considerando il calo dalle 110.000 unità di pochi anni fa, alle 90.000 attuali. Contro tutto questo, dinnanzi alla Prefettura di Sondrio, questa mattina, presidio delle tre sigle sindacali: da parte del governo attuale, denunciano le parti, solo tanta inerzia verso coloro i quali si trovano a dover garantire sicurezza alla cittadinanza, in condizioni lavorative largamente penalizzanti.

Una Polizia di Stato per la quale, allo stato attuale, la parola d’ordine è Rinnovamento. Agenti con un’età media di 47 anni, evidenti carenze nel parco macchine e nella logistica, equipaggiamenti vetusti e comunque scarsi, impongono una maggiore attenzione da parte del governo.
 

 

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