Eternit e scavi abusivi. In Valtellina l’ambiente non ringrazia.

L’ambiente ed il rispetto dei canoni di convivenza con il territorio tornano in prima pagina durante il fine settimana appena trascorso.
Partiamo dalla zona a cavallo tra Chiuro e San Giacomo di Teglio, in località Roncasc, dove nella mattinata di venerdì, a seguito di un sopralluogo condotto per alcuni controlli idraulici, è stata posta sotto sequestro un’area appartenente ad una ditta operante nell’estrazione di ghiaia e sabbia e nella miscelazione del calcestruzzo. Non di discarica abusiva si tratta, in quanto non vi sono rifiuti scaricati all’interno di una ex cava, ma di una attività condotta da una ditta di escavazione abusiva e non preventivamente autorizzata, su un terreno che non rientra nell’ambito del piano scavi della provincia. Nella stessa area, inoltre, i Carabinieri Forestali del nucleo investigativo di Sondrio, assieme ai colleghi della caserma di Ponte in Valtellina, supportati dagli uomini dell’arma di stanza a Grosotto, hanno riscontrato il deposito di materiale incoerente proveniente da cantieri edili il quale, non essendo tracciata la provenienza, viene classificato come materiale di rifiuto. Ottomila i metri quadrati di superficie quelli su cui si è svolta l’attività degli uomini dell’arma, dei quali ben settemila occupati dall’area verosimilmente adibita a cava, per una profondità nel punto centrale che va oltre i quattro metri. Nella restante parte del terreno, ben trentamila i metri cubi di materiale inerte depositati, classificati appunto come rifiuti. Per i proprietari dell’area posta sotto sequestro, è scattata la denuncia all’autorità giudiziaria: qualora venisse comprovata l’ipotesi che di cava si tratti, sarà il comune ad elevare una sanzione amministrativa all’impresa in questione: una legge regionale conferisce infatti al comune il controllo delle estrazioni, siano esse abusive od autorizzate, poichè il materiale estratto va conteggiato in quanto appartenente al demanio. Qualora non venisse confutata l’attività di estrazione abusiva, bisognerà attendere i risvolti dell’autorità giudiziaria.
Spostiamoci in Valchiavenna, e per la precisione a Piuro, in località Sant’Abbondio. E’ qui che nella mattinata di ieri, dopo una chiamata giunta intorno alle 7,30 ai Vigili del Fuoco di Sondrio per un incendio di sterpaglie, l’intervento dei pompieri del distaccamento di Mese ha messo in evidenza la presenza di circa 3 metri cubi di pannelli di quello che a tutti gli effetti sembra essere cemento amianto, meglio noto come Eternit, materiale di copertura da anni fuori legge in quanto altamente cancerogeno.
Fortunatamente non intaccate dalle fiamme, le onduline sono state irrorate d’acqua dai Vigili del Fuoco al fine di evitare qualsiasi dispersione di polveri nocive impedendone, così, anche la combustione. Sul posto, anche i Carabinieri Forestali assieme ai tecnici dell'ARPA, in arrivo dal capoluogo, i quali hanno dato disposizione al comune, organo competente, circa l’ordinanza e lo smaltimento. Sarà lo stesso comune di Piuro a decidere se far analizzare i pannelli, rinvenuti integri e senza rilasci di materiale, o a procedere per la loro eliminazione attraverso una ditta specializzata.
Sul caso stanno indagando i Carabinieri Forestali, anche perché sembrerebbe che lungo l’area nella quale si è sviluppato il rogo, presto domato, sia stata riscontrata la presenza di materiali che lasciano presupporre un deposito da parte di una ditta, probabilmente edile. Il comune, sta altresì avviando un’indagine per risalire agli autori dell’abbandono, al fine di accreditare a loro il costo dello smaltimento del materiale rinvenuto.
 

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