Caso Mingarelli, vicina la svolta

Il caso Mingarelli a una svolta? Parrebbe proprio di sì, considerato che è intenzione della Procura della Repubblica di Sondrio chiudere il cerchio attorno alla triste vicenda quanto prima, possibilmente entro questo stesso mese. Lo afferma Claudio Gittardi, procuratore della Repubblica presso il Tribunale del capoluogo, che ha avocato a se il fascicolo di cui è stato titolare, fino al suo rientro in procura a Milano, il sostituto procuratore Antonio Cristillo.
“Attendiamo gli accertamenti effettuati dal Ris al rifugio Ai Barchi – assicura il procuratore -, dopodichè potremo valutare attentamente, mettendoli in relazione fra loro, tutti gli elementi raccolti”.
Accertamenti del Ris che sono già stati sollecitati e che, quindi, sono attesi a breve. Mentre sarebbero già in possesso della magistratura inquirente le altre valutazioni effettuate in sede di esame autoptico e tossicologico, così come gli accertamenti condotti sui device sequestrati, computer e telefonini, a Giorgio Del Zoppo, titolare del rifugio Ai Barchi, l’ultimo, in ordine di tempo, ad aver visto ancora vivo Mattia Mingarelli, il 30enne comasco, scomparso l’8 dicembre dello scorso anno ai Barchi e ritrovato privo di vita la vigilia dello scorso Natale.
Nonostante tutte le verifiche effettuate a suo carico, Del Zoppo non è mai stato indagato, e, tutt’ora, non vi sono conferme in merito a un suo coinvolgimento diretto nella vicenda anche se, di ieri, è la notizia di un ulteriore accertamento condotto nei suoi confronti, dato che è stata disposta l’acquisizione informatica del suo telefonino.
“Non vi sono nuovi filoni di indagine – precisa il procuratore Gittardi – si tratta di completare gli accertamenti in essere”, tuttavia, il passaggio, aggiungiamo noi, non è di poco conto, e potrebbe essere foriero di ulteriori sviluppi.
Ai Barchi, intanto, dove ci siamo portati oggi, Giorgio Del Zoppo prosegue nei lavori di ristrutturazione del suo rifugio, chiuso dal dicembre scorso, e che, rimesso a nuovo, intende aprire a partire dalla prossima settimana. “Senza telefonino sono in difficoltà, perché ho tutti i miei contatti, però, - assicura – non mi do per vinto e proseguo con i lavori. Ripeto, mi spiace per Mattia Mingarelli, capisco che c’è di mezzo un morto e la cosa è serissima, però non posso dire più di quanto ho già detto. Non so cosa sia successo da quando è uscito dal locale in poi e non mi sono affatto accorto che non stesse bene”.
 

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