L'autopsia conferma, Andreina è stata strangolata

Nessun dubbio sugli ultimi istanti di vita di Andreina, Lina, Paganoni, 88 anni, residente, col fratello, al primo piano del civico 61 di via Torelli, zona Piastra, a Sondrio, dove è stata rinvenuta cadavere lunedì 8 aprile, alle 6.30 del mattino.
A stringerle un foulard attorno al collo e a soffocarla con un fazzoletto in gola, il fratello Giulio, 73 anni, reo confesso, che, subito dopo aver compiuto l’atroce gesto, ha composto il 112 e chiesto aiuto, attivando, di fatto, la macchina dei soccorsi. Giunti sul posto, gli operatori del 118 non avevano potuto che constatare il decesso dell’anziana e lo stato di disperazione in cui si trovava il fratello, intenzionato a togliersi, a sua volta, la vita.
L’autopsia svolta ieri pomeriggio, a partire dalle 17.30, all’obitorio dell’ospedale di Sondrio, su disposizione del sostituto procuratore Antonio Cristillo, non ha lasciato alcun dubbio al collegio di esperti presenti. In primis Paolo Tricomi, medico legale nominato dalla Procura e che aveva già effettuato la ricognizione cadaverica sulla salma dell’anziana nell’imminenza del fatto, il suo collega medico legale e tossicologo della Mangiagalli di Milano, e Alice Dell’Andrino, avvocato dello studio legale Romualdi, titolare della difesa.
Gli esperti hanno effettuato tutti i passaggi utili a risalire alle cause della morte. Hanno estratto il fazzoletto dalla gola della donna, slegato il foulard che aveva al collo, constatando un segno evidente sul medesimo, indicativo di una forte stretta, e asportato le unghie delle sue mani con le quali, per ammissione del reo, l’avrebbe graffiato, probabilmente per reazione, disperata, verso l’omicida.
Gli esami tossicologici diranno il resto, perché, Andreina Paganoni assumeva anche farmaci, stante il suo stato di salute precario, tant’è che la magistratura inquirente intende fare piena luce su ogni aspetto di questo triste epilogo. Perchè se è vero che la sua gestione e assistenza era pesante, soprattutto per un solo care giver, è anche vero che Andreina non era in uno stato di totale non autosufficienza.
Ferma intenzione della difesa, in capo all’avvocato Giuseppe Romualdi, quella di chiedere di sottoporre il suo assistito, accusato di omicidio volontario, a perizia psichiatrica al fine di accertare se fosse, o meno, nel pieno possesso delle sue facoltà nel momento del fatto, perizia che Romualdi affiderebbe allo psichiatra Claudio Marcassoli. Parimenti, la difesa chiederà che si proceda con rito abbreviato, che non prevede l’apertura di un vero e proprio processo in aula con tutto il contraddittorio del caso, ma un semplice passaggio in udienza preliminare con sconto, però, di un terzo di pena. Cui la difesa vorrebbe aggiungersi anche le attenuanti generiche. Una modalità che consentirebbe a Giulio Paganoni di vedersi ridimensionata la pena, da un massimo di 21 anni a un minimo anche inferiore ai 10. Attualmente, resta agli arresti domiciliari presso una parente.

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