Morti sul lavoro: la guardia è alta

Celebrata, ieri, a Sondrio, la 69esima edizione della Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro. Aumentati del 3,1%, da 1498 a 1544, in controtendenza rispetto al dato nazionale (-0,4%), gli infortuni totali denunciati, mentre, incoraggiante il dato relativo ai sinistri mortali, considerato che non si sono registrati decessi sul lavoro nel periodo gennaio-agosto 2019, contro i 5 avuti lo scorso anno. In diminuzione, in provincia di Sondrio, anche il dato sulle denunce di malattie professionali, passate da 71 a 52 (-26,8%).
La celebrazione sondriese ha preso il via, con la Messa delle 10.30 nella chiesa Collegiata, seguita dalla cerimonia civile al cinema Excelsior, presenti, fra gli altri, il presidente Anmil provinciale Emilio Giacomelli, il vicario del Prefetto di Sondrio, Rosa Massa, il sindaco Marco Scaramellini, il responsabile della sede Inail di Sondrio, Pietro Luigi Manna, il presidente del Co.Co.Pro Giorgio Nana e il presidente Confartigianato Imprese, Gionni Gritti. Giacomelli si è fatto portavoce dello slogan: “Non raccontiamoci favole, sul lavoro non c’è sempre il lieto fine!”.
Giacomelli chiede di spendere più energie e risorse per far fronte a questo preoccupante. 600.000 infortuni e 1133 morti per incidenti sul lavoro in Italia, l’anno passato, non possono essere accettati passivamente.
L’Indomita Valtellina River, con il suo presidente Benedetto Del Zoppo, si è mobilitata con un’iniziativa importante: cercare di avvicinare allo sport del rafting persone che sono diventate invalide causa infortunio sul lavoro. Lo sport, in questo caso, come veicolo per metabolizzare un trauma.

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