Niente treno. Si dorme a Milano.

 

Lo avevamo preannunciato nell’ultim’ora pubblicata sui nostri social nella tarda serata di ieri, e così è stato: l’ennesimo episodio di mala gestione del trasporto ferroviario registrato ieri presso la stazione ferroviaria di Milano Centrale ha lasciato dietro di sé un copioso strascico di polemiche. Nonostante la difesa di Trenord.
Ma analizziamo l’accaduto.
La segnalazione, da parte di una coppia di coniugi della Valchiavenna, giunge alla nostra redazione attorno alle 22 di ieri. Loro e tanti altri viaggiatori della linea Milano Tirano, tra questi molti turisti, rimangono bloccati nello scalo meneghino perché il regionale Milano-Tirano, il 2576 delle ore 19,20 non parte. L’attesa, assieme al nervosismo, sale, anche perché dopo un ritardo di settanta minuti il treno viene soppresso. Tutti i malcapitati viaggiatori diretti in direzione di Sondrio si vedono rimbalzare così dagli sportelli di Trenitalia a quelli di Trenord, in un ping pong di responsabilità... Ma non basta, perché neanche la speranza di poter fare ritorno a casa con il convoglio seguente, il 2578 delle 20,20 incontra un esito migliore del primo. Ancora altri ritardi ed oltretutto, vi è il rischio concreto che neanche l'ultimo dei treni, il 2580 delle 21,20, possa muoversi in direzione di Sondrio, ultima fermata del convoglio.
A questo punto, i viaggiatori si sentono consigliare da uno svogliato addetto di Trenord di trasferirsi nella stazione di Porta Garibaldi da cui "potrebbe partire " (ma il condizionale è d'obbligo) un treno per Lecco, destinazione comunque distante e poco collegata (dato l'orario) dalle stazioni di Valchiavenna e Valtellina.
Risultato: la coppia di malcapitati è costretta a rimanere a Milano, pagando di tasca propria il pernottamento in un albergo situato in zona stazione e perdendo, oltretutto, l'appuntamento con una visita medica in programma per la giornata di oggi.
Inutile pensare ad un rimborso da parte della compagnia ferroviaria in questione.
Alcuni viaggiatori muovono, speranzosi, alla volta dello scalo di Porta Garibaldi. Altri telefonano ai propri familiari, confidando in un passaggio.
L’ufficio stampa di Trenord, da noi interpellato quest’oggi, individua in un’interruzione elettrica lungo la linea di Rete Ferroviaria Italiana, nella tratta compresa tra Monza e Sesto San Giovanni, la causa di quanto accaduto, specificando però che i treni, alla volta di Sondrio, sarebbero in realtà partiti.
 

Chi è rimasto a piedi smentisce.

 

All’indomani di quanto accaduto, ci si chiede per quale ragione non sia stato possibile organizzare un servizio sostitutivo con pullman al fine di trasportare i molti viaggiatori rimasti a piedi in direzione di Sondrio.
Forte il disappunto per un episodio che, ancora una volta, mette in luce tutte le vulnerabilità dei collegamenti ferroviari tra la nostra provincia, che sogna avveniristici ampliamenti di rete in vista delle olimpiadi di Milano-Cortina 2026, ed il capoluogo lombardo. C’è da chiedersi, passateci il gioco di parole, in quale direzione si stia andando.

 

  • Commenti

0 Comments:

To prevent automated spam submissions leave this field empty.
CAPTCHA
Questa domanda serve a verificare che il form non venga inviato da procedure automatizzate
2 + 2 =
Risolvere questo semplice problema matematico e inserire il risultato. Ad esempio per 1+3, inserire 4.
Scroll to Top