Philippe Daverio: una lectio a Ponte.

 

Uno strumento musicale che, nonostante siano trascorsi ben cinquecento anni dalla propria creazione, continua a rappresentare un miracolo di innovazione nell’ambito di quell’arte complessa che è la musica.
Complessa perché incarna le fasi di cambiamento e di evoluzione dell’uomo, della sua storia, delle sue mutazioni.
Parliamo dell’organo, ed in particolare di quel miracolo di armonie costruito tra il 1518 ed il 1519 da Marco Antonio Bizarri, celebrato lo scorso sabato a Ponte in Valtellina presso la Chiesa della Madonna di Campagna, con una conferenza tenuta dallo storico dell’arte Philippe Daverio, nell’ambito della rassegna culturale di "Ponte in Fiore",.

L’organo, diviene così una perfetta metafora dei complessi mutamenti epocali e storico-sociali tracciati dal saggista francese, ed in particolare l’esemplare di Ponte in Valtellina, considerato tra i più antichi e meglio conservati organi lungo l’intera regione, trasferito nel 1657 presso la chiesa di Madonna di Campagna e qui incastonato in una cassa lignea di noce intagliata e dorata, rappresenta al meglio tutta quella evoluzione.

Un reale tesoro, dunque, quello custodito nel paese retico, esso stesso posizionato in un lembo di area alpina in cui arte, storia, tradizioni e natura delineano una realtà unica.
Intervento di Philippe Daverio, storico dell’arte.
 

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