DANIELE VIVE NEI CUORI E AIUTA A SENSIBILIZZARE

Nulla si può di fronte alla morte. C’è, forse, un modo però per far sì che non resti vano il sacrificio delle tante vittime innocenti di pirati della strada che si mettono alla guida sotto effetto di sostanze stupefacenti o ubriachi, inconsapevoli di poter commettere omicidi. Giovani come Daniele Bertolini, 18 anni appena compiuti, la cui vita è stata stroncata lo scorso ottobre, lungo la Statale 38 dello Stelvio, all’altezza di Castione Andevenno, da un infermiere di 38 anni di origini bosniache, ma residente a Sondrio, al volante di una Volkwagen Passat con tasso alcolemico quasi quattro volte oltre il consentito. Daniele che stava viaggiando in sella al suo cinquantino non ce l’ha fatta. Lo scontro con l’auto è stato fatale. E’ spirato in pochi minuti lasciando nel dolore i suoi genitori, Gianna e Giampiero, che lo attendevano a casa in frazione Bugo a Buglio in Monte, poco più di duemila abitanti. E sono proprio loro unitamente a tanti amici e una moltitudine di realtà sondriesi, fra cui la parrocchia, gli istituti scolastici, le autoscuole, la croce rossa, gli istituti bancari, autorità giudiziarie a scendere in campo nel segno di una sensibilizzazione a 360 gradi ai temi della sicurezza stradale grazie anche al determinante contributo delle forze dell’ordine. “Progetto Daniele” questo il nome dell’iniziativa che promuoverà diverse azioni e momenti formativi nel corso del 2019. Il primo evento dovrebbe essere fissato il 25 maggio in concomitanza con i 150 di vita della croce rossa.

 

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