Livigno. La pediatra non c’è… Ma torna.

Sei giorni di attività lavorativa, dal quattro al dieci febbraio, poi un periodo di malattia, che viene regolarmente segnalato via Pec all’Ats della Montagna. Stai a capire come, ma rocambolescamente succede che, a causa di disguidi tecnici informatici, certificato medico attestante la malattia e comunicazione del nuovo numero per gli assistiti non giungano a destinazione, mentre l’ammalata in questione, la dottoressa Teresa De Michele, nuova pediatra in servizio a Livigno, decide di andarsi a curare nella propria città di origine, Napoli. E così mamme, papà e giovanissimi pazienti del piccolo Tibet cadono nello sconforto, e nel panico, più totale.

Non comincia nel migliore dei modi l’avventura livignasca per la specialista, che però ci tiene a precisare: “E’ vero, il mio certificato di malattia e la mia comunicazione del nuovo numero per gli assistiti, visto che avevo disattivato il vecchio, non sono arrivati a destinazione ma, appena verificato, mi sono premurata di rinviare la documentazione e, il carteggio in mio possesso, attesta la mia buona fede”.

Ad essere amareggiata da quanto accaduto in prima persona, è la stessa dottoressa De Michele, che continua: “E’sembrato che fossi fuggita ma non é vero: ho lasciato comunicazioni che mi ero assentata per malattia che non sono arrivate per un disguido, la verità é questa, io sono malata. La situazione é provvisoria, ritornerò perché ho una missione da compiere, ho lasciato il mio paese per venire a Livigno a prendermi cura di tanti bambini”.

Fatto sta che nel frattempo Livigno è nuovamente senza pediatra. Provvidenziale lo sblocco del regolamento da parte dell’Ats della Montagna che ha consentito che temporaneamente il servizio venga condotto dai medici di base, che lo stanno facendo da qualche giorno in mancanza della titolare, pronta a rientrare dopo che si sarà ristabilita.

Va pur detto, per dovere di cronaca, che la dottoressa appena giunta nella località dell’alta valle, si era trovata nel bel mezzo di una serie di difficoltà di carattere logistico ed economico. L’alloggio assegnatole dal comune presentava problemi all’impianto di riscaldamento e così, la specialista si era trasferita in albergo, nonostante dal comune di Livigno le avessero consigliato l’iscrizione alla lista di attesa degli alloggi riservati al personale. Opzione bocciata dalla dottoressa, che a tutt’oggi smentisce quanto detto in giro.

Insomma, tra fraintendimenti, mail mai giunte, segnalazioni di mamme su tutte le furie per non aver ricevuto risposta alle proprie telefonate, e conseguenti lamentele inoltrate al comune, un momento di crisi per i piccoli pazienti. Che tra Livigno e frazioni sono veramente tanti.

Alessia Galli, assessore a Servizi sociali, Istruzione, Cultura e Politiche giovanili, si dice dispiaciuta per il comportamento della dottoressa definito poco collaborativo, e che é mancato di comunicazione nonostante le buone premesse, lasciando così pazienti e comune in una spiacevole situazione. Non rimane che aspettare. Nel frattempo, bimbi riguardati.

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