Bisogno di felicità. Stefano Zamagni incontra gli studenti.

Si è chiuso con un riferimento al terzo canto dell’Inferno, quello che per eccellenza rappresenta nella Divina Commedia di Dante Alighieri il rapporto tra insegnante e discepolo, quello in cui Virgilio accompagna, mano nella mano, il poeta a conoscere le segrete cose, l’incontro organizzato per la mattinata di oggi presso il Policampus di Sondrio, e che ha visto, dinnanzi agli studenti delle scuole superiori della provincia, il professor Stefano Zamagni, economista, docente di Economia all’Università di Bologna e presidente della Pontificia accademia delle Scienze Sociali.
L’incontro, dal titolo “Il bisogno di felicità e il tradimento dell'individualismo libertario”, organizzato da Banca Popolare di Sondrio, in occasione della novantacinquesima giornata mondiale del risparmio.
“Come si può presentare ai giovani una visione alternativa? Come rincorrere il bene comune in una società improntata sull’individualismo?”
Se lo chiede Stefano Zamagni, rispondendo che è la scuola ad occupare un ruolo di nodale importanza nella propria funzione dell’educare, nell’accezione più latina del termine, ossia quella del portare fuori, estrarre.
Come ai tempi della maieutica, l’arte comunicativa attraverso la quale il filosofo greco Socrate era solito far tirare fuori la verità dal proprio interlocutore. In che modo? Parlando, intrattenendo relazioni.
E sono le relazioni a tenere in vita, ancora oggi, a duemila e cinquecento anni dai tempi in cui Socrate passeggiava con i propri discepoli per le strade di Atene, la società. Una società in continuo e rapido mutamento e nella quale, in tempi di social network, è bene non confondere i contatti, termine abusato, con le relazioni.
Ma attenzione: nessuna demonizzazione nei confronti di social e smartphone, solo il consiglio ad un uso intelligente di questi strumenti.
Un incontro intessuto di riferimenti alla sociologia, all’idea di sviluppo, fino al ruolo della chiesa cattolica, e che, dinnanzi ad un pubblico numeroso, attento e partecipe, composto di giovani, suggerisce di imparare a concentrare gli sforzi per poter cambiare modi di vita, creando interazione tra i singoli soggetti e le strutture.

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