“Il fine vita. Aspetti etici, giuridici e medici”.

Lo spinoso argomento del fine vita, rappresenta per l’Italia oramai da molti anni l’oggetto di un dibattito pubblico protagonista di battaglie giudiziarie, nelle quali legislatore e giudice costituzionale hanno di fronte a loro scelte a dir poco difficili.
In una realtà, la nostra, ben distante da quella di nazioni come l’Olanda, nella quale il protocollo di Groningen ammette l’eutanasia su individui dai dodici anni di età, o come il Belgio o la vicina Svizzera, paese a cui più frequentemente si appellano italiani in condizioni disperate, arduo barcamenarsi tra principi costituzionali come l’articolo due della costituzione, che sancisce la dignità dell’individuo, l’articolo 13, quello in cui ad entrare in ballo è la libertà individuale sia fisica che morale, o ancora l’articolo 32, sul senso di umanità e sul pungente argomento del rifiuto delle cure mediche.
Ieri, a Sondrio, presso la Sala Consiliare di Palazzo Muzio, l’incontro dal titolo “Il fine vita. Aspetti etici, giuridici e medici”, organizzato da Associazione Nazionale Magistrati della sottosezione di Sondrio, e Consiglio dell’Ordine degli Avvocati del capoluogo.
Presenti all’incontro, il Prof. Alessandro Bernardi, già Professore Ordinario di Diritto Penale e Diritto Penale Europeo presso il Dipartimento
di Giurisprudenza dell’Università degli Studi Ferrara, e il dottor Luciano Orsi, Medico Palliativista e Vicepresidente della Società Italiana di cure palliative.
Intervento di Prof. Alessandro Bernardi, già Professore Ordinario di Diritto Penale e Diritto Penale Europeo presso il Dipartimento
di Giurisprudenza dell’Università degli Studi Ferrara.
Un paese, il nostro, nel quale non mancano gli esempi legati a vicende emblematiche e che accendono i riflettori su un tema verso il quale questioni mediche si intrecciano a morale religiosa, dignità dell’individuo. Basti pensare alla vicenda dell’attivista Piergiorgio Welby, morto nel 2006, o al caso ben più recente di dj Fabo, per il quale lo scorso dicembre fu assolto l’esponente radicale Marco Cappato. Sentenza salutata dai favorevoli all’eutanasia quale piena espressione dell'articolo due della Costituzione, e basata su quattro ipotesi.
Nel 2007, un passo fondamentale nella battaglia per il riconoscimento della libera scelta del fine vita: la pronuncia della Corte di Cassazione sul caso Englaro, in cui si afferma che il diritto alla salute, «come tutti i diritti di libertà, implica la tutela del suo risvolto negativo: il diritto di perdere la salute, di ammalarsi, finanche di lasciarsi morire».
 

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