Il gioco d’azzardo “adesca” pensionati.

Alta Valtellina compatta sulla prevenzione e il contrasto delle patologie e delle problematiche legate al gioco d’azzardo. Sono iniziati, infatti, gli incontri con le Associazioni Anziani che sono una delle strategie del nuovo progetto “L’azzardo oltre l’azzardo”, partito due anni fa nel piano di zona triennale dei servizi sociali, messo in atto dalla Comunità Montana, i Comuni associati, la Cooperativa Lotta Contro L’Emarginazione, l’Ats della Montagna. Dopo l’intensiva formazione di amministratori e agenti di Polizia locale, è stato adottato un regolamento uguale in tutti i Comuni cui a fine gennaio seguiranno le ordinanze sindacali a determinare orari di apertura delle sale dedicate e di funzionamento degli apparecchi da gioco. Alta l’attenzione degli ospiti del Centro Anziani di Scleva in Valdisotto, giovedì scorso.
Le azioni per contrastare il gioco d’azzardo anche patologico sono scattate dopo l’analisi di dati preoccupanti. In Provincia di Sondrio la media è di 4618 giocatori problematici e 2445 patologici; anche Valdisotto non scherza, rispettivamente con 93 e 49: su 3637 abitanti, il giocato è pari a 1,2 milioni di euro, ossia 346 euro pro capite. Il Capoluogo provinciale ha numeri record: 1809 gli apparecchi da gioco, uno ogni 100 persone, portandola ad essere una delle più alte province in una Lombardia.
Quello degli anziani rappresenta oggi uno dei target d’elezione per il mercato del gioco d’azzardo.

Il pensionamento, dicono gli operatori, l’aumento del tempo libero, la disponibilità finanziaria e la perdita di ruolo sociale, sono elementi che possono fungere da esche per un avvicinamento, con il rischio che portino la persona a sviluppare una dipendenza, a patire la destrutturazione del modello cognitivo comportamentale. Spaventa sapere che il gioco d’azzardo sia la quarta industria italiana, primo mercato al mondo: dal 2007 ha raddoppiato il proprio fatturato: le persone rinunciano a spendere per i bisogni primari ma non per giocare.

 Gli incontri continueranno domani martedì 14 nei centri anziani di Bormio e Livigno; l’obiettivo dei Comuni è il benessere dei cittadini, nel scongiurare l’originarsi di pericolose forme di disagio personale e familiare, solitudine e isolamento e inevitabile disgregazione civile 

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