Giovane scomparso in Valmalenco: indagini a tutto campo

Sono a tutto campo le indagini per la scomparsa di Mattia Mingarelli, il 30enne di Albavilla, in provincia di Como, di cui si sono perse le tracce venerdì scorso, in Valmalenco.
E’ stato Claudio Gittardi, procuratore della Repubblica di Sondrio, affiancato da Emanuele De Ciuceis, comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri, in conferenza stampa, questa mattina, a fare il punto sulle indagini in corso e a tratteggiare la linea d’azione.
“Abbiamo aperto un procedimento per scomparsa – ha precisato Gittardi -, senza formulare alcuna ipotesi di reato. Anche se abbiamo posto sotto sequestro un rifugio, la baita di vacanza della famiglia Mingarelli e l’auto del giovane, al momento non siamo in possesso di elementi che possano avvalorare tesi diverse dalla scomparsa per incidente, per disgrazia o per allontanamento”.
Anche se, alla precisa domanda se vi fosse la possibilità che il giovane si sia allontanato dalla zona dell’ultimo avvistamento, ai Barchi, magari con l’auto e insieme ad una terza persona, il procuratore ha risposto che “questa ipotesi non ci risulta”.
Quindi, tutto lascia pensare che Mattia Mingarelli sia rimasto ai Barchi di San Giuseppe, dove, da sabato scorso, alle 17, è scattata la macchina delle ricerche con vigili del fuoco, volontari e permanenti, soccorso alpino, soccorso alpino della guardia di finanza e Carabinieri in prima fila nel tentativo di ritrovare il ragazzo. Quaranta persone che, dalle 7 del mattino al tramondo scandagliano la zona senza soluzione di continuità e che, lunedì notte, sono state chiamate anche ad intervenire in una zona di cava di Lanzada dove, una persona sensitiva segnalava la presenza del ragazzo. Segnalazione rivelatasi un’autentica bufala.
Quel che è certo è che le ricerche proseguono, come confermato stamane dal Procuratore, senza sosta, così come puntuali sono le verifiche per ricostruire la giornata di venerdì scorso, vissuta dal giovane ai Barchi, prima della scomparsa. L’arrivo in quota, a 1750 metri, in tarda mattinata, l’auto lasciata nel bosco sottostante perché non riusciva a salire per effetto del ghiaccio, il deposito dei bagagli in casa, il pranzo al “La Gusa”, dove aveva detto che sarebbe tornato per cena. Poi la passeggiata col cane al Palù e l’ultimo post o segnale utile intorno alle 17. Quindi, il buio.
Non è confermato dalla Procura, ma l’ultimo ad aver visto Mattia, venerdì sera, sarebbe Giorgio Del Zoppo. Nel tg andato in onda stasera, e in replica nelle edizioni a seguire, l'intervista esclusiva a Giorgio Del Zoppo in cui racconta dei due momenti trascorsi con Mattia Minganelli nella giornata della sua scomparsa. Del Zoppo sottolinea di aver visto il ragazzo solo in una occasione, prima di quella giornata, di averlo trovato tranquillo e a modo, e di averlo salutato intorno alle 19.30, in assoluta tranquillità.

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