Coronavirus. Metti una notte sulla Provinciale…

Tanti sono rimasti, neanche muovendosi dalle proprie seconde case dopo l’entrata in vigore del decreto che impone la chiusura delle piste da sci. Altri continuano ad arrivare, soprattutto di notte, approfittando dei pochi controlli effettuati dalle forze dell’ordine lungo le provinciali dopo il calare delle tenebre.

Forse per scappare dalla spettralità di una Milano deserta, forse per poter godere di panorami montani certamente più suggestivi degli scorci cittadini, fatto sta che dalle segnalazioni, e non poche, giunte in redazione, risulterebbe che molti proprietari di seconde case, tra bassa, media ed alta valle, soprattutto nelle zone più turistiche della nostra provincia hanno scelto di trascorrerci questo periodo di stop da Coronavirus, magari aiutati dalla possibilità di poter condurre il proprio lavoro dal computer portatile.

Inutile negarlo: prende sempre più piede l’idea che ad importare il Covid-19 dalle nostre parti sia stato qualche improvvido sciatore della domenica, tra una fila agli impianti ed un Vov caldo al rifugio. Inutile negare, altresì, che vuoi la vocazione innata, in alcuni degli abitanti della provincia, di guardare con una certa diffidenza i forestieri, vuoi il terrore procurato da un semplice colpo di tosse, seppur dietro ad una mascherina, questa idea della fuga dalle città verso la montagna qualche seme di allarmismo lo sta gettando.

Speriamo che non attecchisca, diciamo noi, soprattutto in virtù del fatto che tentare di sfuggire alle regole imposte dal governo, che ricordiamo sono ferree ed inviolabili, oltre che portare un danno al proprio portafoglio ed in alcuni casi, alla propria fedina penale, possono arrecare un danno ancor più fatale: quello alla salute, quella degli altri ancor prima che alla propria. Perché il Covid-19, per chi lo avesse dimenticato, è trasmissibile.

E, se è vero come è vero, che noi italiani stiamo dando prova di essere una grande nazione, come ha avuto modo di ricordare ieri nel suo discorso il premier Giuseppe Conte, è pur vero che gesti come quello delle persone in fuga dalla stazione centrale di Milano lo scorso sabato sera, o degli assalti ai supermercati, mettono in luce quanto l’allarmismo diffuso riesca a creare solamente danni.

Amici, turisti o residenti, ovunque voi viviate, ricordate dunque che la regola da seguire, ora, è solamente una: starsene a casa.

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