Tangenziale di Tirano, timori per gli espropri

Espropriazione per pubblica utilità ossia la procedura ablativa adottata da un ente pubblico per ottenere coattivamente la cessione di un bene immobile dal cittadino. Questo quanto interesserà diversi appezzamenti nei prossimi mesi sul territorio del mandamento tiranese. 1200 le lettere inviate ai proprietari o affittuari fra Tirano, Villa e Bianzone. Ruspe in azione presumibilmente a primavera 2020. Gli agricoltori sono pronti a lasciar spazio alla futura Tangenziale convinti della bontà del progetto, ma non senza amarezza. L’idea di dover cedere le proprie terre non lascia indifferenti.
A preoccupare l’ipotesi che possa trascorrere troppo tempo prima di vedere un equo ritorno economico per la perdita dei beni e l’auspicio è che l’impatto ambientale sia limitato per non violentare ulteriormente un’oasi verdeggiante di frutteti, orti e prati. La somma generale degli espropri che dovrà essere versata ai proprietari o conduttori di terreni ammonta a 11 milioni di euro. Il totale delle indennità di esproprio ammonta a circa 7milioni e 890 mila euro secondo quanto pubblicato sul sito internet del comune di Tirano.
Una cifra che non convince però Coldiretti che, attraverso una nota stampa, ha affermato che gli indennizzi dovuti agli aventi diritto dovrebbero essere di oltre 20milioni di euro. Un importo scaturito da una attenta analisi svolta da professionisti incaricati dalla stessa Coldiretti che entro breve avrà un nuovo incontro con i vertici Anas. Si ricorda che il progetto esecutivo della Tangenziale di Tirano, affidato alla società di ingegneria Corona di Torino, a breve sarà consegnato ad Anas. Partiranno poi le fasi d’appalto. Il tracciato avrà una lunghezza complessiva di 6.616 metri a partire dall’intersezione tra la Statale 38 con la rotatoria di Villa fino alla rotatoria al Campone a Tirano. Il costo totale dell’opera è di 143 milioni di euro al netto di Iva, dei quali 88.344.971 a carico del contratto di programma Ana 2016 – 2020, 50 mila euro con le economie dell’intervento relativo alla variante di Morbegno, 5 milioni di euro a carico del Consorzio dei Comuni del Bacino imbrifero montano dell’Adda.
 

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