Pallini come mine vaganti a Triangia

La stagione della caccia è avviata e arrivano i primi problemi legati alla convivenza, non facile, fra le esigenze dei cacciatori e quelle di tutti gli altri fruitori del territorio, soprattutto se si parla del fondovalle. Minori i problemi legati alla caccia alta, partita a inizio settembre, agli ungulati, e alla tipica alpina (gallo forcello, coturnice e pernice bianca), partita a inizio ottobre, mentre la caccia bassa, alla fauna migratoria e a quella ripopolabile, come fagiani, storni e pernici rosse, scattata il 15 settembre, è quella che lascia più strascichi. Tant’è che domenica scorsa, a Triangia, alcune famiglie con bambini hanno dovuto fare i conti con pallini vaganti. Non ci sono alibi, le prescrizioni inerenti le distanze da tenere sono precise e se non osservate comportano una sanzione di 206 euro, importo fermo, va detto, a parecchi anni fa. Dieci quelle comminate lo scorso anno, cinque in quello attuale, per lo più nella zona tra Morbegno e Chiavenna.
Circa 2400 i cacciatori presenti in provincia di Sondrio, una realtà non densamente popolata, da questo punto di vista, in proporzione alla vastità del territorio montano e alla particolarità di un fondovalle sempre più antropizzato che limita gli spazi di esercizio dell’attività venatoria.

  • Commenti

0 Comments:

To prevent automated spam submissions leave this field empty.
CAPTCHA
Questa domanda serve a verificare che il form non venga inviato da procedure automatizzate
3 + 4 =
Risolvere questo semplice problema matematico e inserire il risultato. Ad esempio per 1+3, inserire 4.
Scroll to Top